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Italian Model United Nations

united-model-nation zingarettiRoma – Al via anche quest’anno l’Italian Model United Nations, la simulazione dei lavori delle Nazioni Unite che trasforma per tre giorni i ragazzi in ambasciatori e diplomatici e che quest’anno è giunta alla quarta edizione. Un’iniziativa importante per formare dei cittadini responsabili e capaci di stare nel mondo. 2200 gli studenti coinvolti. Provengono da tutta Italia e anche dall’estero in rappresentanza di ben 142 scuole.

Ognuno di loro vestirà per tre giorni i panni dell’ambasciatore e del diplomatico, trattando temi di politica internazionale, simulando i lavori dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e di altre assemblee di organizzazioni internazionali. Tre giorni da diplomatici veri e propri. Coordinati da 100 volontari, gli studenti verranno condotti in varie sedi della Capitale, dal Campidoglio all’Altare della Patria e alla Camera dei Deputati e svolgeranno tante attività tipiche della diplomazia internazionale: dai discorsi alle bozze di risoluzione, dai negoziati con alleati ed avversari alla risoluzione di conflitti.

Tutte le simulazioni in lingua inglese e sarà obbligatorio il “western formal dress”: giacca e cravatta per i ragazzi, tailleur per le ragazze. “La grandezza dell’Onu è questa, indicare una via: i problemi si affrontano confrontandosi, verso la pace- lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: tutto ciò è importante per voi e per i governi, che sono spinti dall’opinione pubblica. L’Italian Model United Nations serve anche a questo- ha detto ancora Zingaretti – a capire cosa c’è dietro una fucilazione, uno sterminio, un esodo. Ecco perché la Regione Lazio lo ha sostenuto: crediamo nel valore della scuola pubblica italiana, che ha il ruolo di creare persone, cittadini liberi che sappiano orientarsi e capire.” “L’Italia crede nelle Nazioni Unite, è il settimo contributore mondiale al bilancio dell’Onu, il primo Paese occidentale nelle missioni dei Caschi blu, e ci crediamo per un motivo semplice: il settantennio dopo Auschwitz ci ha lasciato un mondo certamente complicato ma anche il quadro condiviso delle Nazioni Unite- è il commento del Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, che ha aggiunto: la differenza tra lo sterminio della seconda guerra mondiale e oggi è che possiamo sperare sempre che ci sia una cornice Onu che consente a tutti i Paesi del mondo di cercare forme di mediazione”.