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Carlo Verdone racconta a studenti il suo viaggio ad Auschwitz

verdone e zingarettiROMA – Lezione di Carlo Verdone ai circa 400 studenti delle scuole del Lazio che domenica prenderanno parte al Viaggio della Memoria organizzato dalla Regione nei campi di sterminio di Auschwitz, in Polonia. “Era il 1973. Andammo in Polonia per quel machismo che era imperante. Un nostro amico aveva la ragazza polacca, molto carina e ci invitò a Breslavia”, ha raccontato l’attore romano ai ragazzi riuniti nell’istituto Galilei.

“Andammo per divertirci con le ragazze e come diceva il bullo del mio film ‘Un sacco bello’ partimmo con le calze di seta e le penne a biro- ha proseguito- Fu un viaggio importante durante cui vidi una quantità di italiani terribili, che fotografai e che mi servirono per la creazione del mio primo film. C’erano macchine targate Forli’, Cuneo, tutta gente che andava li’ con il desiderio di rimorchiare. Noi con spirito goliardico facemmo questo viaggio”.

Poi, ha detto ancora l’attore e regista romano, “gli ultimi giorni dissi ai miei amici di andare a Cracovia, e da li’ decidemmo di andare ad Auschwitz. Una ragazza ci disse: ‘Se andate ad Auschwitz non ricorderete nulla di quello che avete visto qui in Polonia. Ci sarà un cambiamento dentro di voi’. Quasi ci sconsigliava di andare. Convinsi i miei due compagni di viaggio ad andare, e posso dire che quella ragazza aveva pienamente ragione. Dimenticammo tutto il divertimento dei giorni prima ed entrammo nel mondo del male. Nel museo di fronte alle scarpe dei deportati il mio amico si sentì male”. Quindi il monito agli studenti: “Alla fine non avrete voglia di parlare quando uscirete da li’, ma avrete molta voglia di riflettere. La prima domanda che vi farete è: ‘Come è possibile arrivare a un vertice così alto di male?’. Primo Levi non negò di aver perso la fede dopo il campo di sterminio, sembra che un demone sia sceso”.