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Prima giornata formativa del progetto “Lazio Terre dell’Olio”

antonio rosatiRoma – Quattro dop dell’olio laziale, la loro storia e i loro territori, presentate al mondo direttamente dagli studenti degli istituti agrari, alberghieri e artistici del Lazio. Si’, perche’ con il progetto ‘Expo e territori. Progetto Lazio terre dell’olio’ saranno loro ad accogliere e accompagnare i turisti che dall’Expo arriveranno nel Lazio per scoprire dove e come nasce un olio eccellente.

L’iniziativa messa a punto dalla Regione Lazio e da Arsial fa parte del progetto nazionale ‘Expo e i territori’ con l’obiettivo di promuovere e valorizzare i territori interessati dal progetto in occasione di Expo 2015, attraverso la conoscenza di un prodotto d’eccellenza, selezionato per ciascuna delle regioni coinvolte. E per il Lazio non potevano che essere l’olio e i suoi percorsi Dop Canino, Dop La Tuscia, Dop Colline Pontine e Dop Sabina, integrati dai siti Unesco di Cerveteri e Tivoli.

Le diverse attivita’ di promozione dei territori Dop vedranno coinvolti non solo la Regione Lazio, le Camere di commercio, i Comuni, i Parchi, i ministeri dei Beni culturali, dell’Ambiente e dell’Istruzione, ma anche circa 300 ragazzi di tre istituti: l’alberghiero Artusi, l’agrario Emilio Sereni e l’artistico Enzo Rossi. Oggi gli studenti delle tre scuole selezionate hanno partecipato alla prima giornata di formazione per il progetto che li vedra’ protagonisti dell’accoglienza dei visitatori e dei turisti che arriveranno sui territori e nei siti di Villa D’Este, Villa Adriana e Cerveteri. A salutare i ragazzi nella sala Tirreno della Regione Lazio, anche il presidente Nicola Zingaretti e l’amministratore unico di Arsial, Antonio Rosati. Con loro, anche Carlo Hausmann, direttore generale dell’Azienda romana mercati, i tecnici dell’Arsial, dell’assessorato all’Agricoltura, di Lazio innova e i professori delle scuole che hanno introdotto gli alunni ai temi legati alla produzione dell’olio e alle terre del Lazio dove si trovano gli oliveti storici della regione.

“Inserire nell’Expo un progetto sull’olio e chiedere a voi di essere i trasmettitori di questi valori- ha detto Zingaretti rivolgendosi agli studenti- ha un’importanza enorme per il Lazio, perche’ tramandare alle generazioni future la storia e la tradizione sul grande patrimonio italiano e’ complesso. Voi siete stati scelti come coprotagonisti di questa avventura di riscoperta del territorio. E questo e’ il nostro modo di vivere l’Expo: rendere accogliente il territorio. Noi ci crediamo, perche’ cosi’ si rimette in moto anche l’economia”. Oltre alle attivita’ legate all’olio laziale che le scuole penseranno per i turisti, il progetto dara’ vita a un vero e proprio catalogo dell’olio del Lazio, “come se il Lazio fosse un grande tour operator dell’olio”, ha spiegato Hausmann. In questo modo verranno valorizzati i territori delle quattro Dop attraverso la creazione di punti informativi, percorsi e servizi turistici a tema, ma anche servizi per la spedizione dei prodotti e, con l’aiuto delle Camere di commercio che partecipano al progetto, si potranno conoscere tutte le imprese produttrici di olio che si trovano vicine ai luoghi di interesse turistico, oltre ai ristoranti che potranno organizzare menu speciali e aziende agrituristiche con attivita’ a tema. “Dobbiamo raccontare non solo un prodotto, ma un sentimento e un’emozione- ha detto Rosati- Ecco perche’ vi chiediamo di aiutarci. Abbiamo un’idea che io chiamo economia della bellezza che e’ fatta di cultura, turismo e cibo. Siamo la regione di Roma, e dopo l’Expo ci sara’ il Giubileo. I visitatori verranno da noi, dobbiamo accoglierli e offrire loro cibi buoni e sani. Per noi e’ una grande opportunita’, e se saremo bravi creeremo posti di lavoro”. Rosati ha poi aggiunto che “lanceremo anche quattro borse studio per le scuole superiori per progetti legati al cibo di strada, tradizioni e identita’, cibo e cinema e dispersione del cibo. Il tutto- ha concluso- nell’ottica di cooperare per competere. Non siamo soli, siamo tutti insieme”. Il progetto ‘Expo e territori. Progetto Lazio terre dell’olio’ ha a disposizione 660mila euro, di cui 300 provenienti da fondi di coesione, 110 dalla Regione Lazio-Assessorato Agricoltura, e 250mila in beni e servizi dalle Camere di commercio di Latina, Rieti e Viterbo.

“Dobbiamo mettere insieme tutte le forze: i produttori, ai quali dobbiamo tentare di dare maggiore valore aggiunto e ricchezza, facendo conoscere meglio le loro straordinarie qualita’ di olii famosi nel mondo, poi dobbiamo coinvolgere la cultura, inserendo il nostro patrimonio straordinario dentro un progetto turistico, e le scuole e i loro studenti, che devono diventare tanti ambasciatori presso le famiglie, i loro quartieri e ovunque possano affinche’ si riesca a vendere meglio e a far conoscere meglio le nostre eccellenze, rilanciando quella economia della bellezza intorno al triangolo cultura, cibo e turismo”. Cosi’ Antonio Rosati, amministratore unico di Arsial, a margine del convegno ‘Expo e territori. Progetto Lazio terre dell’olio’ che ha coinvolto i ragazzi di istituti alberghieri, agrari e artistici del Lazio per la creazione di progetti ad hoc per la valorizzazione dell’olio del Lazio durante e dopo l’Expo di Milano. “Il nostro assillo- ha aggiunto- e’ sempre quello di creare lavoro e le condizioni di una buona accoglienza per i turisti, perche’ dopo l’Expo iniziera’ anche un anno straordinario con il Giubileo lanciato da Papa Francesco”.

Al progetto, ha detto ancora Rosati, partecipano “gli alberghieri, gli istituti agrari e non a caso anche gli istituti artistici, proprio perche’ si tiene insieme agricoltura, cultura e cibo, perche’ l’olio extravergine del Lazio e’ un’eccellenza italiana, quindi mondiale. Dobbiamo fare molto di piu’ presso i cittadini, consumare italiano – e possibilmente consumare Lazio – e diffondere anche le straordinarie proprieta’ organolettiche e salutistiche dell’olio extravergine. Perche’ anche quello salutistico e’ un punto di vista che dobbiamo diffondere sempre di piu’ tra i ragazzi e le ragazze: mangiando bene, si sta bene. Poi, bisogna cercare di vendere la citta’ di Roma nel mondo. Questi prodotti in fondo rappresentano una grande storia, un sapere antico, che viene da lontano e che puo’ essere una grande carta vincente dell’Italia nel mondo, stando attenti alle grandi frodi perche’ spesso ci si maschera dietro il made in Italy”. Questa, ha concluso, e’ “la grande sfida dell’amministrazione Zingaretti: tutto questo serve per creare lavoro, ricchezza e maggiore distribuzione del valore aggiunto. Per questo sono coinvolti anche le ragazze e i ragazzi, perche’ io sono intensamente convinto che la societa’ della paura si batte con la societa’ della speranza. Una speranza che pero’ deve inverarsi con cose concrete. Questo e’ un progetto che ci portera’ soldi europei, la Regione in maniera intelligente compartecipa, e da tante piccole cose si creano tanti piccoli posti di lavoro che poi fanno massa. La societa’ della paura si puo’ vincere investendo, creando investimenti pubblici e privati. Solo cosi’ ne usciremo con un’Europa piu’ amica dei cittadini. Ecco, credo che oggi sia un’altra buona giornata”.