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Alcol e prevenzione, Scafato: più tutela per i minori

alcolRoma – L’alcol e la prevenzione, ‘necessita’ e difficolta’ di un cambiamento’: si discutera’ di questo, e tanto altro ancora nel 24esimo congresso nazionale della societa’ italiana di alcologia (Sia), in programma domani a Genova. Ad aprire il congresso il presidente Sia Emanuele Scafato con una relazione dal titolo ‘Alcol e prevenzione tra diritto e salute’: “Gran parte delle rilevazioni che vengono fatte in contesti di vita quotidiana riguardano l’esposizione all’alcol dei soggetti piu’ vulnerabili, ovvero i giovani- ha spiegato Scafato- Questo identifica l’esigenza di una maggiore attenzione dal punto di vista della prevenzione e della legalita’”.

Lo stesso presidente ha poi sottolineato “le ordinanze municipali che non vengono controllate adeguatamente”, ovvero “norme di tutela che vietano vendita e somministrazione ai minori di 18 anni” che “dovrebbero essere al centro delle attenzioni istituzionali per cercare di mantenere luoghi di aggregazione e divertimento dei luoghi di divertimento sani e ricreazionali”. Secondo Scafato “l’impressione generale e’ che invece l’alcol domini questi contesti attraverso una disponibilita’ fisica di tutte le bevande alcoliche, rese ancora piu’ affascinanti da strategie di mercato e marketing, che impongono ai giovani mode e tendenze che non rispettano l’evidenza fisiologica di un organismo immaturo a non essere esposto a qualunque quantita’ di alcol fino a una eta’ di 21 anni”.

L’esposizione a una qualunque quantita’ di alcol “dovrebbe essere sconsigliata in funzione dell’impatto che l’alcol ha sul normale sviluppo fisiologico del cervello, che e’ vulnerabile fino ai 25 anni”, appunto all’uso di alcol e sostanze “spesso accompagnanti alle abitudini di una fetta crescente di adolescenti che canalizzano nell’alcol non solo disagi, ma anche aspirazioni che sono connesse all’esigenza di sentirsi piu’ disnibiti, parte del gruppo, erroneamente piu performanti. L’uso dell’alcol al posto del concetto del consumo di alcol va quindi contrastato, recuperando anche la capacita’ da parte della societa’ di controllare informalmente i giovani come avveniva anni fa. Un fattore di protezione di cui i giovani hanno bisogno”.