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I giovani e l’alcol, al Sanit i consigli dell’esperto

scafato sanitRoma – Diciassettemila morti per le conseguenze dell’alcol ogni anno in Italia, 775.000 minori considerati consumatori a rischio nel nostro Paese che diventano 1,6 milioni se si prendono in considerazione i giovani fino a 25 anni; 1,7 milioni di possibili decessi per tumori legati al consumo di bevande alcoliche entro il 2030 nel mondo. Ed ancora: un minore su due che dichiara di consumare alcolici anche se proibito e 2 su 3 che hanno ammesso di averne acquistati nei negozi nonostante i divieti. Il tutto per una spesa sanitaria e sociale che in Italia supera i 25 miliardi. Sono numeri che fanno paura quelli elencati dal professor dell’Istituto superiore di sanità Emanuele Scafato, intervenuto in occasione della XII edizione del Sanit, il villaggio del benessere in programma dal 20 al 22 novembre al palazzo dei congressi dell’Eur, a Roma. Ad ascoltare la relazione sui danni causati dall’alcol oltre 1500 ragazzi in due giorni.
Sabato è stato il turno degli studenti dei licei romani Labriola, Manara e Giulio Cesare e dell’istituto comprensivo Magarotto. Il messaggio è chiaro: bere alcolici, soprattutto per chi non ha ancora raggiunto i 18 anni fa male. “Il danno- spiega Scafato- non è tanto l’intossicazione, l’ubriacatura, come sarebbe facile immaginare. L’alcol se non viene metabolizzato raggiunge le zone grasse e il cervello. I neuroni muoiono, soprattuto quelli della zona dell’ippocampo che è la regione dedicata alla memoria e all’orientamento visulspaziale. Il cervello rischia poi di cristallizzarsi e non si sviluppa. Inoltre è stato dimostrato che se raggiunge le zone adipose del seno con dosi superiori ad un bicchiere di qualsiasi bevanda, l’alcol può creare lesioni che possono trasformarsi in lesioni cancerose”.
Per far passare il messaggio ai ragazzi Scafato ha usato un’arma molto efficace: dopo aver fatto indossare ai ragazzi occhiali con lenti deformate che simulano gli effetti dell’alcol, ha ricordato alcune celebrità finite male per colpa di wodka, wisky e rum: da Whitney Houston, morta affogata dopo aver bevuto, ad Amy Winehouse, deceduta per coma etilico. Citando anche casi di alcolisti in vita che hanno distrutto la loro carriera, da Britney Spears ai celebri maghetti Harry Potter ed Ermione, dipendenti fin da quando avevano all’incirca 10 anni. I consigli per evitare tutto ciò sono chiari: “E’ sconsigliato ai giovani sotto i 18 anni di bere alcol, anche un solo bicchiere- ha concluso Scafato- non si tratta solo di motivazioni legali ma anche di salute: l’alcol è tossico e non viene metabolizzato dall’organismo”. Ma attenzione anche alle altre dipendenze, vecchie e nuove: fumo, droghe, ludopatia e dipendenza da internet. Anche per tutto ciò il consiglio è lo stesso: attivare la capacità critica ed informarsi bene prima di provare. Sempre.