educare alla non violenza

Fedeli: “Educazione strumento più efficace per contrastare violenza”

Roma – “L’intervento educativo, grazie al lavoro di voi dirigenti e docenti che accompagnate ogni giorno la crescita di ragazze e ragazzi, puo’ essere lo strumento piu’ efficace per restituire alla nostra rappresentazione del mondo e dei generi profondita’ e complessita’, uguaglianza e differenza, e per promuovere relazioni basate sul rispetto tra le cittadine e i cittadini di domani”.

Cosi’ la ministra della Pubblica istruzione, Valeria Fedeli, in una lettera indirizzata ai docenti e dirigenti scolastici in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. “Ascolto, dialogo, condivisione: rispettare le differenze- scrive Fedeli- significa tutto questo, significa fortificare la democrazia, migliorare la qualita’ di ogni esperienza di vita, contribuire a far crescere condizioni di benessere per tutte e tutti, contrastare ogni atteggiamento e comportamento aggressivo e violento”. Secondo la titolare del Miur, la violenza sulle donne non e’ “un fenomeno episodico, ne’ emergenzale”. Quindi, occorre mettere in campo un “impegno vasto e continuativo”, “in cui si colloca il ruolo cruciale del sistema educativo”.

Proprio per questo, le linee guida per la parita’ tra i sessi e contro la violenza di genere previste dalla legge 107 del 2015, presentate dal Miur lo scorso 27 ottobre, “intendono offrire- ricorda Fedeli- un quadro di riferimento per insegnanti, studenti, studentesse e famiglie, per sviluppare azioni ispirate al contrasto degli stereotipi di genere, alla valorizzazione del contributo delle donne alle scienze e alle arti, e alla promozione di modelli rispettosi di relazioni tra i sessi, anche in collaborazione con gli Enti locali e le associazioni attive sul territorio. I valori a cui si ispirano sono quelli dell’uguaglianza e del rispetto delle differenze, come elementi che non sono in contraddizione ma anzi devono combinarsi positivamente, perche’ la parita’ di diritti non si oppone alle differenze ma alle diseguaglianze, alle disparita’ e alle discriminazioni”.

Poi, Fedeli spiega: “Ai sensi del comma 16 dell’art. 1 della L. 107 del 2015- spiega la ministra- tali azioni devono essere assicurate dalle istituzioni scolastiche mediante il Piano Triennale dell’Offerta formativa (PTOF). Come chiarito dalle Linee guida, il principio di pari opportunita’ costituisce un principio trasversale che investe l’intera progettazione didattica e organizzativa. Pertanto- conclude Fedeli- l’educazione al rispetto, intesa in tutte le sue accezioni, non ha uno spazio e un tempo definiti, ma e’ interconnessa ai contenuti di tutte le discipline e al lavoro delle docenti e dei docenti che dovra’ essere orientato a un approccio sensibile alle differenze (per esempio valorizzando la presenza delle donne nei grandi processi storici e sociali, e il loro contributo al progresso delle scienze e delle arti, soprattutto nella seconda meta’ del ‘900), anche mediante la scelta di libri di testo che, nel rispetto della propria liberta’ di insegnamento, tengano conto delle presenti linee guida”.