educare alla non violenza

Femminicidio. Fedeli: “Come ministra ho la responsabilità di prevenire fenomeno attraverso l’istruzione”

Roma – “Il ruolo di questa commissione e’ quello di verificare le attivita’ dei singoli ministeri e cio’ che hanno fatto sino ad oggi per attuare la convenzione di Istanbul. Quest’ultima sostanzialmente dice che il femminicidio la violenza e la discriminazione verso le donne, sono in tutto e per tutto delle violazioni dei diritti umani”. Cosi’ all’agenzia Dire, il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, a margine della commissione d’inchiesta in Senato sul femminicidio. “Come ministra- ha aggiunto Fedeli- ho la responsabilta’ di prevenire il fenomeno attraverso l’istruzione, l’educazione e la formazione. E’ un impegno molto forte che sto attuando anche attraverso segnali importanti indirizzando verso le conoscenze di grandi donne che si sono distinte nei campi della letteratura, della matematica, delle arti, della filosofia. Questo significa rompere gli stereotipi e i pregiudizi verso le donne”. “Educare al rispetto dell’altra e’ la prima condizione per gli uomini di saper governare anche i loro sentimenti e non essere aggressivi e violenti verso le donne. Non bisogna dimenticare che il fenomeno prende il nome di femminicidio perche’ vengono uccise le donne in quanto donne e vengono uccise da uomini che avevano una relazione affettiva con loro. Il tema e’ quindi molto profondo e molto serio”, ha concluso la ministra.

“Oggi abbiamo ascoltato la ministra Fedeli perche’ nelle norme della tanto vituperata Buona scuola, il comma 16 chiede alle scuole di inserire, nei piani triennali dell’offerta formativa, attivita’ di educazione sulla parita’ dei sessi e sulla violenza di genere, non solo per i ragazzi ma anche per gli insegnanti e per le famiglie”. Così la senatrice Pd, Francesca Puglisi. “Una misura molto importante- ha aggiunto Puglisi- che riteniamo debba essere attuata pienamente. La commissione d’inchiesta sta lavorando a pieno ritmo e arriveremo con una relazione finale in Parlamento entro la fine della legislatura per dare al prossimo Parlamento e al prossimo Governo quelle indicazioni fondamentali per rimuovere l’odiosa violazione dei diritti umani che e’ la violenza contro le donne”.