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Giornata sui disturbi alimentari, Rosati: “Mangiare bene si può”

Roma – “Noi siamo quello che mangiamo. Il cibo e’ allegria. Chi mangia bene, pensa bene, perche’ e’ piu’ gioviale, meno ombroso. Oggi mangiare sano si puo’, ma e’ costoso. La nostra sfida e’ che anche le famiglie meno abbienti possano mangiare bene, mangiando italiano. Cibo e salute vanno insieme. Ognuno di noi e’ un mistero che va percorso fino in fondo con allegria. E mangiare bene ci aiuta a vivere una vita degna di essere vissuta. I disturbi alimentari sono legati all’approccio con il nostro corpo. Anche per questo serve un nuovo Umanesimo che dia piu’ armonia, come insegna anche Papa Francesco”.

Lo ha detto Antonio Rosati, amministratore unico di Arsial, intervenuto oggi al liceo romano Caetani in occasione della giornata sui disturbi alimentari. Rosati ha ricordato il “lavoro molto intenso” portato avanti dall’Arsial nelle scuole di Roma e del Lazio. A partire dal progetto ‘Sapere i sapori’ che rappresenta uno “strumento per capire il cibo e che cosa c’e’ dietro. Perche’ il cibo rappresenta la nostra cultura- ha detto ai ragazzi- ma nonostante questo c’e’ molta disinformazione nell’alimentazione”. E invece per Rosati “una visione piu’ armonica puo’ aiutare a farci capire e anche a divertirci”.

Poi, i consigli ai ragazzi per una giusta alimentazione rappresentata dalla ‘piramide alimentare giornaliera’. “Alla base ci sono frutta e ortaggi e l’importante e’ che siano sempre presenti- ha detto Rosati ai ragazzi- Poi il pane, la pasta, il riso, i biscotti o le patate, perche’ i carboidrati sono importanti. Vi invito a mangiare poco e spesso- ha detto loro- e nella dieta non possono mancare olio e grassi. Ma siamo italiani, e dobbiamo privilegiare l’olio extravergine di oliva. Poi il latte, le uova, i formaggi, i legumi, la carne e, perche’ no, anche i dolci. L’importante sono le porzioni giuste”.

Infine, Rosati ha ricordato l’importanza di “bere molta acqua”. E tra le priorita’ spiegate da Rosati ai ragazzi, “la corretta informazione sulla provenienza degli alimenti. Per esempio- ha detto- c’e’ una campagna contro il latte vaccino perche’ si pensa che fa ingrassare. Ma il latte fresco e’ ricco di vitamine, sali minerali e proteine. Bisogna combattere contro questa campagna che si basa su una cattiva informazione. Noi- ha detto ancora- come Arsial stiamo facendo una grande battaglia sulle etichette del cibo: dobbiamo fare in modo che si sappia da dove viene. E voi- ha detto ai tanti studenti presenti- dovete diventare i nostri ambasciatori, gli ambasciatori degli agricoltori italiani e del Lazio. Dovete dire a tutti che mangiare italiano e mangiare sano vanno insieme”.

In occasione della sesta Giornata nazionale i ragazzi hanno cercato di spiegare i motivi di questi problemi.
Per Manuel, 17 anni, la radice del problema è nei rapporti familiari: “Ho conosciuto una ragazza di 13 anni che soffre di anoressia a causa dei suoi problemi con i genitori. Questo disagio l’ha allontanata da tutti i suoi amici. Quando i genitori si sono accorti della situazione, ormai il disturbo era ad un livello molto alto”.
Secondo Gabriele, 18 anni, i giovani seguono modelli sbagliati: “Ormai i ragazzi cercano di essere tutti uguali, si imitano tra loro, perdendo la propria identità. Credo sia una delle ragioni che portano, soprattutto le ragazze, ad avere problemi con il cibo”.
Giulia, 16 anni, suggerisce di “educare noi ragazzi, ad una corretta alimentazione”, perché “bisogna capire il valore del cibo. Molto spesso viene usato come strumento su cui le persone sfogano i loro problemi. Io sono in sovrappeso, ma so che posso migliorare, chi è malato di anoressia o bulimia ad esempio deve fare cure più specifiche”.