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Giovani e farmaci, più conoscenza con progetto Regione

Roma – La conoscenza di una corretta conservazione dei farmaci e del giusto utilizzo di un antibiotico, che non e’ utile contro l’influenza e il raffreddore; la consapevolezza che i vaccini servono a prevenire delle malattie e non a curarle.

Su questo, e non solo, si e’ concentrato ‘C’era una volta il farmaco’, il progetto di informazione e formazione su l’uso sicuro dei farmaci rivolto ai bambini e ragazzi dal Lazio.

Il progetto di farmacovigilanza della Regione, attivato con la collaborazione di Sifo, ha coinvolto 22 classi, una quinta elementare e una prima media, in 11 istituti scolastici. Sotto il controllo della dottoressa Rita Salotti, responsabile regionale di Farmacovigilanza, si sono svolti due incontri formativi in ogni classe che hanno avuto la durata di un’ora, effettuati da farmacisti.

Per quanto riguarda gli argomenti trattati, si e’ partiti “dall’eta’ della pietra”, cioe’ “cos’e’ un farmaco, come nasce- hanno spiegato i responsabili in occasione della presentazione che si e’ tenuta presso la Sala Tirreno della Regione Lazio- Sono stati anche descritti farmaci per patologie ricorrenti nei bimbi”. E poi ancora “vaccini, farmaci da portare in vacanza, conservazione e smaltimento degli stessi”. Dopo un primo incontro, ne e’ seguito un altro “educativo” e questo ha evidentemente mostrato delle differenze, visto che e’ stato registrato un miglioramento nella conoscenza di gran parte dei ragazzi coinvolti.

Come ad esempio sull’uso corretto degli antibiotici: “Solo il 19% ha inizialmente risposto correttamente- ha spiegato nel suo intervento Elisabetta Umana, collaboratrice regionale di Farmacovigilanza della Regione Lazio- Evidentemente la consuetudine nell’usare un antibiotico per l’influenza e’ radicata nei ragazzi”. Dopo l’intervento educativo “la percentuale e’ stata pero’ stravolta visto che il 48% ha acquisito la consapevolezza che assumere un antibiotico contro il raffreddore non ha senso”. Risultati migliori su altre domande: “Il 92% sa che l’antibiotico rimasto in casa o non prescritto non puo’ essere usato- ha continuato Umana- Percentuale aumentata nel test numero due”.

E poi, i vaccini: “Per quanto riguarda la composizione dei vaccini, c’e’ stato un aumento di conoscenza- ha detto ancora- Alta la conoscenza del fatto che servono per curare, l’88% sapeva. E l’83% e’ a conoscenza del fatto che un vaccino stimolano il sistema immunitario”. Alla presentazione dei dati del progetto e’ intervenuto anche Vincenzo Panella, direttore della Direzione regionale Salute. Dopo aver premesso che il prossimo anno la Regione conta di non produrre piu’ disavanzo sanitario, Panella ha sottolineato che uscirne vuol dire “concentrarsi sul futuro, creare un sistema sanitario al passo con i tempi- ha detto- Fare bene i conti, che tornino, e’ il presupposto per fare una buona attivita’ sanitaria”. E in una buona attivita’ sanitaria “un ruolo importante lo gioca l’informazione, la conoscenza, il coinvolgimento”.

Tutelare la salute, secondo Panella, “non e’ solo il compito della persona che ha il problema, ma e’ una cosa che coinvolge tutti”. Quindi “questo progetto coglie un tema attualissimo. Noi spendiamo molto per i farmaci, vorremmo che spesa fosse piu’ efficace e mirata”. Rivolgendosi alla platea formata da tantissimi piccoli studenti, in rappresentanza dei giovani che hanno preso parte al progetto, Panella ha detto che “quello fatto voi e’ una proiezione importante nell’immediato futuro. E’ anche un modo per avvicinare il mondo della scuola e quello della salute. La malattia e’ parte della nostra vita, non dobbiamo averne paura, sappiamo che questa preoccupazione si alleggerisce se siamo insieme”.