la scuola per ricominciare

Équipe IdO: “Importante che giovani si esprimano”

rfgrgRoma – “Non importa se i bambini e gli adolescenti parlino del terremoto, cio’ che conta e’ che riescano ad esprimere tutte le loro emozioni: la rabbia per quello che e’ successo, la tristezza per cio’ che hanno perduto e la speranza che giorno dopo giorno qualcosa di buono arrivera’”.

Piu’ che una testimonianza, queste parole sono frutto dell’esperienza quotidiana che Andrea Cossu, psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva e coordinatore del lavoro dell’ équipe dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) nelle aree terremotate di Arquata, Acquasanta e Norcia, svolge al fianco di oltre 600 minori dai 3 ai 13 anni e di 80 insegnanti. “Siamo partiti a pieno regime seguendo tutte le classi uniche, dalla Materna alle scuole Medie, comprese le due classi per l’Infanzia di Acquasanta. Siamo ancora nelle tendopoli e forse ci rimarremo fino al 15 novembre- fa sapere il coordinatore-, anche se sono finalmente a buon punto i lavori per i moduli. Probabilmente saranno terminati anche prima del 15 novembre. Sono moduli diversi da quelli costruiti ad Amatrice, e’ una struttura unica con all’interno le divisioni delle classi. Non sono dei container. Nelle tendopoli abbiamo l’aria calda e ci sono i termosifoni elettrici, ma quando piove, o se ci dovesse essere la neve, il freddo si fa sentire”.

Oggi ad Arquata e’ arrivata anche la visita del cardinale Bagnasco. “Ha salutato tutti i ragazzi- racconta Cossu- e ha ricordato che le persone terremotate non saranno dimenticate”. Il coordinatore dell’équipe IdO ha poi spiegato il lavoro degli psicoterapeuti: “E’ sul gruppo classe. Riusciamo a vedere tutte le classi nell’arco della settimana e, laddove si siano verificate perdite e il trauma e’ stato piu’ forte, possiamo intensificare la nostra presenza. Alcuni bambini hanno perso parenti o amici”. Il lavoro con gli insegnanti “e’ invece iniziato prima dell’inizio della scuola, con incontri una volta la settimana ad Arquata e Acquasanta. A Norcia siamo presenti due volte la settimana con i gruppi di Danza Movimento Terapia e Psicodramma. I docenti si sono sempre mostrati disponibilissimi. Il loro vissuto e’ il primo da elaborare, dovendosi poi confrontare con quello dei ragazzi”.

Cio’ che colpisce, confessa lo psicoterapeuta, “e’ la forza di questi adolescenti nel mettersi in gioco affrontando la vita di tutti i giorni, consapevoli del dramma che e’ stato ma con la voglia di andare oltre ed elaborare. Alcuni hanno piu’ facilita’ a parlarne, altri esprimono le loro emozioni in modo differente. L’importante- sottolinea Cossu- e’ che si esprimano tutti: quelli delle Medie lo fanno attraverso il racconto e le attivita’ ludiche che li aiutano a riflettere e a confrontarsi. Ai piu’ piccoli e’ meno richiesto il contributo verbale e la condivisione arriva dal gioco, che viene poi elaborato. A volte- continua- propongo ai giovani di suggerire un gioco: alle Medie scelgono spesso di ricostruire qualcosa, o semplicemente di mettere su carta le loro emozione. Con i piu’ piccoli giochiamo liberamente e, quasi sempre, io sono il mostro e loro in gruppo devono sconfiggermi”. Sembra banale ma non lo e’: “Per giocare sono richieste diverse capacita’: problem solving e resilienza in particolare”.

L’IdO ha aperto sportelli di ascolto a Norcia, Acquasanta e Arquata. “Aiutiamo le famiglie a ricominciare a stare insieme in un clima il piu’ sereno possibile. In questa tragedia bisogna ritornare a una normalita’, e non e’ facile quando si dorme nelle tendopoli o si e’ lontani da casa. In piu’, tanti bambini fanno avanti e indietro per andare a scuola con i pulmini- conclude- in attesa che la situazione si sblocchi e le case siano ricostruite”.