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Il presidente Zingaretti ricorda vittime Foibe

Roma – Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e il presidente dell’Assemblea capitolina, Marcello De Vito, hanno deposto una corona in largo delle Vittime delle Foibe Istriane e un’altra ai piedi del cippo dedicato ai caduti Giuliani e Dalmati in Via Laurentina, in occasione del Giorno del Ricordo in programma domani, 10 febbraio, e del 70esimo anniversario della firma del trattato di pace di Parigi del 1947.

Dopo la cerimonia il governatore Zingaretti ha visitato l’Archivio-Museo storico di Fiume e la Biblioteca della Parrocchia di San Marco Evangelista, in piazza Giuliani e Dalmati, dove ha incontrato i componenti dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

“Ricordare le foibe, che sono una parte integrante della storia del nostro paese significa rendere giustizia a chi mori’ solo perche’ italiano. E quindi saremo tutti piu’ forti come italiani se la storia sara’ una storia nella quale non si ha paura di guardare dappertutto, anche in questo orrore che hanno vissuto tantissimi italiani” – ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Il governatore e’ poi tornato sull’argomento, collegandolo all’attualita’, dopo aver visitato l’Archivio-Museo storico di Fiume e la Biblioteca della Parrocchia di San Marco Evangelista: “E’ stato un pomeriggio per me importante, un’immersione in vicende umane, politiche e culturali. Questo e’ il modo, come presidente della Regione Lazio, di essere presente e testimoniare a nome di tutti il ricordo delle vittime. Grazie alle associazioni: se non fosse stato per il loro impegno, sicuramente questa sarebbe stata una pagina dimenticata della storia d’Italia. Invece siamo arrivati a una scrittura vera della storia d’Italia. Ora il silenzio e’ rotto: oggi non e’ solo un tema per gli storici. E penso che grazie a questo c’e’ stata una crescita culturale e civile dell’Italia, nel non aver paura di guardare anche gli angoli piu’ scuri della storia. La storia e’ molto importante- ha spiegato- per orientarci oggi verso le culture che puntano all’odio, ad alzare muri, al rigetto della convivenza. Queste sono tentazioni nelle quali si propone lo stesso schema: il piu forte sopprime il piu’ piccolo. Oggi l’Europa e’ teatro di costruzione di pace ma anche luogo di conflitti, paure, nazionalismi, preponderanza della forza rispetto a diritti fondamentali”.

“Il ritorno a raccontare e’ utile oggi ad orientarci per come affrontare il ritorno all’egoismo e alle violenze contro cittadini la cui sola colpa e’ avere un’identita’. Il ritorno al raccontare e’ importante dunque per le vittime ma anche oggi per rapportarci al presente. Noi abbiamo il dovere di far si’ che le Giornate della memoria non durino un giorno e poi vengano dimenticate gli altri 364”, ha concluso il governatore.