Dirigente Istituto Da Vinci: “Aspettiamo una palestra”

Roma – “Aspettiamo una palestra”. Un appello dai toni quasi sconfortati e’ quello che fa Serenella Ottaviano, dirigente scolastico dell’I.I.S.L. Da Vinci-O. Colecchi di L’Aquila. Intervistata da Diregiovani, ricorda i tanti tornei interni che nonostante tutto riescono a fare. “Una cosa che mi preme tra tutte e’ quella di sottolineare che l’istituto accoglie un numero altissimo di disabili- ricorda Ottaviano- e che vengono invitati a partecipare, con ottimi risultati, a tornei dedicati alla disabilita’. Questo e’ uno dei fiori all’occhiello dell’istituto”. I tornei interni “si fanno, il nostro istituto si sviluppa su due sedi, dove c’e’ una palestra”. Ma poi nell’altra sede, “quella del Da Vinci, che non e’ ancora stata ricostruita. C’e’ la palazzina delle aule che e’ ‘rotta’, di fronte c’e’ il Musp che noi chiamiamo ‘Modulo ad uso scolastico permanente’. Aveva una garanzia di 5 anni, siamo a 7 anni dal sisma. E la palestra non ancora stata ricostruita”.

Difficile, se non impossibile, parlare di tempi: “La Provincia e’ proprietaria degli immobili e ha ricevuto un finanziamento nel post sisma- ha ricordato la dirigente- Prima e’ stata abbattuta la vecchia palestra: avevamo quindi un rudere rotto, poi cratere vuoto. È stato poi appaltato il primo lotto, e’ stato quindi finanziato il rifacimento della struttura e della copertura del tetto. Un paio di mesi fa, cambiata l’amministrazione provinciale, il presidente della Provincia de L’Aquila con dirigenti e assessore all’Istruzione, sono venuti a firmare il contratto per il secondo lotto in istituto. La palestra e’ ancora li'”. Cosi’ “per consentire il ‘godimento’ del diritto anche alle 2 ore di scienze motorie sportive ogni settimana, firmiamo convenzioni che la Provincia fa con il servizio trasporti comunale per portare studenti in una struttura (Centi Colella, ndr) che dista dalla scuola. Quello che facciamo lo facciamo grazie alle risorse umane, l’entusiasmo e l’emozione di chi fa scuola. Sarebbe piu’ semplice se avessimo una palestra… Ci piacciono le scuole belle, ma noi prima vorremmo una scuola per renderla bella”.