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‘La cultura contadina raccontata attraverso i suoi antichi attrezzi’

Roma – Si chiama ‘La cultura contadina raccontata attraverso i suoi antichi attrezzi’ la mostra itinerante pronta a entrare nelle scuole elementari e medie di tutto il Lazio. Il progetto, realizzato da Coldiretti in collaborazione con la Regione e con l’Arsial, ha l’obiettivo di far conoscere ai piu’ piccoli la tradizione agricola, ma anche la sua capacita’ innovativa e l’opportunita’ che ancora oggi rappresenta il settore. L’iniziativa raggiungera’ 5.000 ragazzi e ragazze che potranno osservare e anche provare alcuni attrezzi tipici della cultura contadina, mentre pannelli illustrativi mostreranno loro immagini e spiegazioni degli strumenti. Ecco allora gli aratri, le zappe e le falci, le macchine per sgranare le pannocchie e quelle per macinare il grano. E ancora, rudimentali ma efficacissime trappole per topi, campanacci per mucche, lampade a petrolio e tanti recipienti in vimini, creta e ferro usati per confezionare la ricotta, ma non solo.

Il progetto e’ stato presentato a Palazzo Rospigliosi dal presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, Sara Paraluppi della Confederazione nazionale Coldiretti, e da Antonio Rosati, amministratore unico di Arsial, che ha anche concesso alcune fotografie per l’esposizione. “Il nostro mondo nel dopoguerra ha risollevato le sorti dell’Italia- ha detto Granieri- e oggi siamo di nuovo in pista per dare una grande risposta al Paese. L’agroalimentare e’ un settore centrale ed e’ fondamentale raccontare la cultura agricola per spiegare com’era il nostro lavoro prima e come e’ diventato, perche’ ci siamo evoluti e questo settore e’ diventato strategico. Ecco perche’- ha detto ancora- bisogna dire ai ragazzi, che sono i decisori del futuro, quali sono state le nostre difficolta’ e le soluzioni che abbiamo trovato”. Si’, perche’ per Granieri “abbiamo in mano il vero patrimonio del Paese, insieme ai beni culturali: la terra, che e’ un bene unico e irreplicabile. È talmente importante- ha tenuto a dire che non deve avere valore di scambio. Ecco- ha concluso Granieri- questo progetto serve a dare consapevolezza di questo e a promuovere l’inclusivita’”.

La fase di studio, preparazione e allestimento della mostra si concludera’ tra circa due mesi, compresa la formazione del personale, e il progetto si concludera’ a novembre. Attraverso gli oggetti in esposizione e i 10 pannelli tematici divisi per i tre argomenti del taglio del fieno e dei cereali, del legno e i suoi attrezzi e infine la sezione ‘Pane, burro e formaggio’, la mostra parlera’ ai ragazzi della cultura contadina che ha prodotto attrezzi e mestieri che sono rimasti invariati per centinaia di anni e che hanno garantito sostentamento e lavoro per le famiglie e la societa’. Ma non solo, perche’ la spiegazione del funzionamento degli attrezzi sara’ riferita anche agli strumenti usati oggi in agricoltura, sottolineandone le differenze. “Si tratta di una straordinaria iniziativa- ha detto Rosati- che ci fa riflettere su chi siamo e da dove veniamo, e soprattutto dove pensiamo di andare. Il nostro rapporto con la terra e’ a un bivio, e come ha detto Papa Francesco voi siete i nuovi custodi della terra- ha aggiunto Rosati parlando alla platea di agricoltori che hanno assistito alla presentazione della mostra- La terra non e’ riproducibile, ecco perche’ la piu’ grande difesa del territorio sono gli agricoltori. Abbiamo un dovere verso i nostri figli: tenere la terra in armonia. Dobbiamo conservare le tradizioni ma anche migliorarle, come abbiamo fatto, perche’ liberarsi dal sudore e dalla fame credo sia una cosa buona”. Rosati ha poi ricordato la “straordinaria” riforma agraria del 1951 che “ha segnato una civilta’” e, infine, ha lanciato una proposta: “In Italia ci sono 500mila ettari di terre pubbliche incolte- ha detto- bisogna organizzare un grande convegno in cui affrontare il tema di una banca nazionale della terra pubblica per assegnare, con lo strumento dell’affitto, le terre a giovani agricoltori e imprese”.