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Studenti del Lazio a scuola di legalità, Zingaretti: mai delegare

Roma –  Scuole e Stato contro le mafie. Centinaia di studenti degli istituti di tutto il Lazio hanno affollato stamattina la sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della musica di Roma per l’incontro ‘Educare alla cittadinanza – Noi contro le mafie’, nell’ambito del secondo meeting regionale contro le mafie iniziato ieri e che si terra’ fino al 21 marzo, organizzato dalla Regione Lazio- Osservatorio tecnico-scientifico per la Sicurezza e la Legalita’, insieme ad Abc – Arte, bellezza, cultura. I ragazzi hanno ascoltato le testimonianze e gli interventi del questore di Roma, Nicolo’ D’Angelo, del prefetto Franco Gabrielli, del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, per poi assistere alla lezione sulla legalita’ del procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone. Presenti anche il procuratore generale capitolino, Giovanni Salvi e il presidente della commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi.

“Oggi alla seconda edizione di ‘Lazio senza mafie’ avete tutti i rappresentanti dello Stato che si occupano della legalita’, e’ importante sostenerli, capire e ascoltarli”, ha detto Zingaretti parlando ai ragazzi. “Ancora piu’ importante, pero’, e’ non commettere l’errore di delegare a loro e solo a loro la battaglia per la legalita’- ha sottolineato- ‘Lazio senza mafie’ e’ l’occasione per dire che si vince solo se tutti fanno qualcosa, perche’ tutti diano un segnale nella difesa della battaglia per la legalita’”. Per Zingaretti “chi governa ha il dovere di eliminare le zone grigie, di costruire un’economia pulita. Abbiamo voluto usare la parola mafie perche’ non bisogna aver paura di dire che c’e’ la mafia, non bisogna aver paura a collegare il nome della nostra regione con la parola mafia. Serve a non lasciare sole le persone che si battono per la legalita’. La strada e’ ancora lunga ma bisogna scommettere sulla forza di schierarsi, la difesa della liberta’ e della legalita’ non si possono delegare a nessuno- ha concluso il presidente della Regione- ognuno la deve fare nel proprio piccolo e se lo facciamo tutti insieme le cose possono cambiare”.

“Oggi avete la fortuna di incontrare magistrati e istituzioni che hanno fatto la storia della legalita’, e per questo ringrazio il presidente Zingaretti che ha organizzato questa iniziativa”, ha detto Gabrielli. “Il mio consiglio e’ quello di ascoltare, vi invito a fare uno sforzo perche’ il tema della conoscenza e della sensibilita’ quando si parla di mafie e’ fondamentale: i siciliani che volevano allontanare da se’ l’idea che la loro terra fosse preda di tale forma criminale- ha spiegato il prefetto agli studenti- dicevano che la mafia stava a Roma, e come fosse una visione profetica a Roma alla fine c’e’ arrivata. Quando Pignatone ha dato luogo all’inchiesta Mondo di mezzo, ha fatto capire ancora di piu’ che certe forme di criminalita’ si combattono non solo con la repressione e il codice penale ma innanzitutto sotto il profilo culturale, perche’ se non abbiamo la sensibilita’ di apprezzare fino in fondo il disvalore di questi comportamenti facciamo il loro gioco. Per questo- ha sottolineato infine Gabrielli- la nostra battaglia deve iniziare prima nella quotidianita’, e poi ci sono le forze dell’ordine e gli apparati. Dobbiamo creare una nuova etica dei comportamenti, e chi meglio di voi puo’ affrontarla”.