percorsi di legalita

Lotta a illegalità e contraffazione, rinnovato protocollo Miur-Fnsi

Roma – “La legalita’ e’ la precondizione per qualunque rapporto di cittadinanza”. A dirlo e’ la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, nel corso della firma del protocollo d’intesa con la Federazione nazionale della stampa italiana ‘Educare all’Informazione – A mano disarmata – La fabbrica fantasma – I media, la contraffazione e le mafie’.

Il protocollo, rinnovato anche quest’anno ha l’obiettivo di educare i giovani alla cultura dell’informazione attraverso una serie di incontri sul ruolo del giornalismo nel controllo della legalita’, sul rapporto tra informazioni e mafie e, in particolare, sull’utilizzo da parte della criminalita’ organizzata di commercio illegale e contraffazione. All’evento di presentazione del progetto, presso la sede dell’Fnsi a cui hanno partecipato gli studenti che hanno aderito all’iniziativa, e’ stata trasmessa una proiezione di una ‘pillola’ del documentario ‘La fabbrica fantasma’ del regista Mimmo Calopresti, anch’egli presente all’evento.

La ministra si e’ quindi soffermata sul tema legato alla contraffazione: “I ragazzi devono essere consapevoli, attraverso lo studio, di cosa ci sia dietro al fenomeno in termini di legalita’. Bisogna dare a tutti gli strumenti per comprendere cosa si acquista. La contraffazione alimenta la criminalita’ organizzata, sfrutta il lavoro molto spesso dei bambini ed e’ dannosa per la salute. Non solo quando si parla di prodotti alimentari, ma anche vestiario, oggettistica e, soprattutto, giocattoli che i bambini tendono a mettere in bocca”. I numeri sulla contraffazione, sottolinea ancora la ministra, “ci dicono come il fenomeno sia in leggerissima diminuzione”. Tuttavia, “a rendere la questione piu’ complicata ci si e’ messo il digitale e la conseguente facilita’ ad acquistare on line”. Anche in questo caso, un ruolo fondamentale lo gioca la scuola “con l’educazione all’uso consapevole del web”, e il giornalisti, che “devono saper raccontare la realta’ e stabilire la certificazione delle fonti”.