regione lazio

#PalermoChiamaItalia, il Lazio c’e’

Roma – Nel 25esimo anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio, la Regione Lazio promuove una giornata di memoria e impegno contro tutte le mafie con due iniziative al Teatro Ambra Jovinelli di Roma. La prima parte di ‘Palermo chiama Italia, il Lazio c’e” e’ cominciata questa mattina con il rispetto di un minuto di silenzio per le vittime dell’attentato di Manchester di ieri sera.

Erano presenti il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il presidente dell’Osservatorio regionale per la Sicurezza e la Legalita’, Gianpiero Cioffredi, il procuratore capo della Repubblica, Giuseppe Pignatone, e il procuratore aggiunto e coordinatore della Dda di Roma, Michele Prestipino, assieme a centinaia di studenti delle scuole del territorio.

La manifestazione e’ parte integrante della programmazione nazionale, coordinata dal ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone sotto l’Alto patronato del presidente della Repubblica e il patrocinio del Senato della Repubblica. Questa sera invece si terra’, nello stesso teatro, un’iniziativa rivolta ai giovani con musica, parole e immagini dello spettacolo ‘Uomini soli’. Per questa serata speciale lavoreranno insieme uno dei giornalisti piu’ importanti antimafia, Attilio Bolzoni, uno dei piu’ grandi violoncellisti e compositori di fama internazionale, Giovanni Sollima, la regista Cecilia Ligorio, la videomaker Elisa Mancini e i musicisti della Giovanni Sollima band fondata a New York nel 1997 (Gabriele Bellu: violino; Matteo Amadasi: viola; Valeriano Taddeo: violoncello; Giovanni Caruso: percussioni; Riccardo Scilipoti: tastiere; Luigi Sollima: flauto; Marco Amico: chitarra elettrica).

“La vigilanza e l’impegno deve essere da parte di tutti. Siamo orgogliosi che la nostra Regione sia la protagonista di questa giornata”. Cosi’ il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Bisogna mobilitarsi tutti i giorni dell’anno- ha detto Zingaretti- perche’ queste giornate sono importanti se fanno parte di un impegno quotidiano. Oggi abbiamo chiamato a raccolta i giovani per dire una cosa semplice: primo, guai a dimenticare, sarebbe una cosa ipocrita, ma soprattutto guai a delegare a chi, ad esempio, lavora in difesa della legalita’. Penso ai giudici, alle forze dell’ordine, ai giornalisti, che lo fanno per impegno civile. Ma attenzione all’ipocrisia di dire che sono solo loro che lo devono fare. In realta’ tutti possiamo fare qualcosa, chi governa, chi amministra, chi e’ commerciante, studente, intellettuale, attore e giornalista. Solo cosi’ la mafia e l’illegalita’ verranno sconfitte, con un’assunzione di responsabilita’ da parte di tutti”. “Purtroppo le mafie non hanno confini- ha ricordato- e viaggiano oggi ben oltre il territorio italiano”. Infine, nel ricordare le stragi di Capaci e via D’Amelio il governatore del Lazio ha fatto riferimento a una frase che Antonino Caponnetto pronuncio’ subito dopo l’omicidio di Borsellino, quando Caponnetto, uscendo dall’obitorio, disse: E’ tutto finito’. “Quello fu un colpo allo stomaco” ha detto Zingaretti, sottolineando pero’ che da allora “stiamo continuando a combattere le mafie”.