la scuola per ricominciare

Per l’I.C. di Acquasanta priorità è ricominciare

terremoto_amatrice_3

Roma – “Lo sa che ho perso il pesce rosso? E’ morto. Era sull’armadio in cucina e ora e’ sepolto”. Dietro questo dolore se ne nasconde un altro, molto piu’ profondo ma anche piu’ difficile da accettare. Perche’ a sussurrare queste parole alla preside dell’istituto comprensivo di Acquasanta, Patrizia Palanca, e’ stato uno studente che nel sisma del 24 agosto ha perduto un fratello, sepolto dalle stesse macerie. “Questo e’ il momento di concentrarsi sul ricominciare, perche’ e’ presto per rielaborare quanto e’ accaduto. Non ci sono piu’ momenti di calma”, afferma Palanca. La preside ha “300 studenti dai 3 ai 14 anni, che frequentavano le scuole di Arquata del Tronto, Acquasanta Terme e Montegallo. Adesso sono accolti in tensostrutture che contengono al loro interno tante tende per quante erano le aule. Ad esempio ad Arquata la tensostruttura contiene 9 tende che fungono da classi, piu’ una per la sala insegnanti ed una per i laboratori”.

La dirigente scolastica conferma: “Siamo stati assistiti nel mondo migliore dal ministro Gelmini, che dal giorno stesso del terremoto si e’ preoccupata di farci tornare alla normalita’ e di riavviare il piu’ presto possibile le lezioni scolastiche anche prima dell’inizio della scuola”. Infatti, la prima campanella e’ suonata “il 5 settembre in tenda- ricorda la preside-, proprio perche’ non si poteva aspettare. Bisogna garantire il recupero psicologico di questi alunni che hanno vissuto una violenza unica alla memoria storica dei loro luoghi. Dovevano cancellare al piu’ presto questi momenti di terrore, ma anche ritrovarsi- spiega la dirigente-, rivedere presto i loro amici e il viso sereno delle loro insegnanti”.

In questi paesi “si sente molto la solitudine. I bambini vivono in un vastissimo territorio che ha una scarsa densita’ demografica- aggiunge la preside dell’Ic di Acquasanta-. I borghi sono parecchio distanti fra loro e i ragazzi si trovano soli. La scuola ha la funzione di centro di aggregazione ed e’ stato importante farlo ritrovare subito. Ecco perche’ il ministro ci ha assistito in questo traguardo, fornendoci anche l’aiuto dell’equipe di psicoterapeuti esperti dell’Istituto di Ortofonologia (IdO). Questi psicologi hanno incontrato i genitori e i docenti. In verita’ i professori sono stati supportati prima che incontrassero i loro alunni, in modo da essere preparati ad avere un atteggiamento consono e adeguato alla situazione”. – Come hanno reagito gli alunni alle tende? “Sono stati felicissimi perche’ adesso venire a scuola e’ un gioco. C’e’ la scoperta di nuovi spazi- chiosa la preside-, la curiosita’ e la novita’ di non avere piu’ l’ordinaria struttura in pietra ma una tenda per fare scuola. Le insegnanti all’inizio erano preoccupate e un po’ timorose- racconta- successivamente pero’, quando si sono ritrovate con gli alunni all’interno delle classi in un ambiente piu’ che vivibile, si sono rasserenate. Abbiamo dei condizionatori d’aria studiati ad hoc e dei bagni splendidi, igienizzati due volte al giorno”.

Ai genitori e ai professori la preside ricorda sempre: “Queste tende hanno la piu’ grande peculiarita’, sono sicure. Li’ dentro non succedera’ mai niente. Come prerogativa la cosa piu’ bella fra tutte e’ la sicurezza, che purtroppo non danno piu’ alcuni edifici delle zone colpite dal sisma”. Piu’ che dimenticare quindi bisogna ricominciare e andare avanti. “I docenti sono sempre assistiti nelle giornate e nelle programmazioni. Hanno incontri straordinari con gli psicologi e i pedagogisti per non essere lasciati mai soli, ma l’attenzione deve essere focalizzata sul fatto che dobbiamo andare avanti. Stiamo predisponendo un musical, frutto di un antico progetto della scuola (il progetto cardine di autonomia scolastica denominato ‘Agenti di Sviluppo in erba’)- conclude Palanca- per dare agli alunni la capacita’ di conoscere e valorizzare le peculiarita’ del territorio, salvaguardarle e poi promuoverle per uno sviluppo turistico sostenibile nel futuro”.