la scuola per ricominciare

Ripartiamo dalla scuola… diamo voce alla solidarietà

Roma – Tutti uniti per le popolazioni del Centro Italia davanti un piatto di amatriciana! È questo il motto che ha animato la serata di beneficenza di ieri all’Istituto Regina Elena di Roma. Una serata di musica, cucina e soprattutto solidarietà, sponsorizzata dal primo municipio della Capitale. “Ripartiamo dalla scuola” per ridare vita a ciò che non esiste più. I bambini e i ragazzi diventano così la base per ricostruire dalle macerie. Ricostruire l’animo dopo la tragedia ma anche gli edifici che accoglievano gli studenti dei comuni colpiti dal terremoto dello scorso 24 Agosto.

“La scuola (deve essere) al centro della nostra città”. Lo ha detto l’assessore alle Politiche Educative e Scolastiche, Giovanni Figà Talamanca, presente alla serata. “È grazie ai dirigenti delle nostre scuole agli insegnanti e soprattutto grazie al contributo straordinario che danno le famiglie – ha continuato l’assessore – che riusciamo a realizzare i nostri grandi sogni”. Sogni che si concretizzano in opere pensate per ridare un futuro ai bambini di Amatrice e degli altri centri colpiti dal terremoto. E così, l’Istituto Regina Elena, ha messo la solidarietà in tavola offrendo un piatto di amatriciana a tutti i partecipanti. Il piatto principe di Amatrice, pretesto per la raccolta di fondi da destinare a una delle scuole terremotate. Sono stati più di trecento i piatti di amatriciana serviti, grazie anche alla mensa della scuola, la Ditta Pedevilla.

Ad animare la serata, la Twins Father’s Band capitanata da Emauele Caroppo, frontman e psichiatra. Insieme a lui, Emiliano Santacroce, batterista e medico del lavoro, Alessandra Valenza, bassista e neurologo, Alessandro Cina, chitarrista e radiologo, Salvatore La Carruba, chitarrista e geriatra e Silvio De Santis, tastierista e internista. Tutti accomunati dalla professione medica e dalla passione per la musica. Musica celebre e grandi classici, trasformati in vere e proprie hit di prevenzione in musica. Ieri sera, tra i brani eseguiti, anche quello pensato appositamente per Amatrice e il terremoto del 24 agosto: “Cemento armato”. Un brano, per riflettere sulle disattenzioni di chi appalta e costruisce palazzi che cadono come case di carta.