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Roma ricorda Arnoldo Foa’ con una mostra a Villa Torlonia

arnoldo-foa-2Roma – Roma accende il ricordo dell’attore e commediografo Arnoldo Foa’, a cento anni dalla sua nascita. Al Teatro di Villa Torlonia si e’ tenuta la serata “Arnoldo tra parole e musica” e nella stessa affascinante struttura da domani sara’ aperta al pubblico la mostra gratuita “Arnoldo Foa’. Una vita lunga un secolo”, voluta dalla moglie Anna Procaccini, che durera’ fino al 30 dicembre.

Si tratta di un percorso composto da fotografie inedite attinte dell’archivio di famiglia, da audio e video. La celebrazione di un’icona del ‘900 ma anche di un uomo dalla storia intensa, a tratti amara. Durante la serata, sul palco del Teatro di Villa Torlonia, tra letture, musica e proiezioni di immagini, l’attuale presidente del Centro Sperimentale, Caterina D’Amico, ha ricordato come Foa’ fu espulso dal Centro, nel ’38, a seguito delle leggi razziali, per ricevere 70 anni dopo le scuse e un diploma in recitazione honoris causa. Piu’ numerosi sono stati i ricordi limpidamente felici, e calorosi quelli delle istituzioni: all’evento hanno preso parte gli assessori alla Cultura di Roma Capitale e Regione Lazio, rispettivamente Luca Bergamo e Lidia Ravera.

“Sono contenta che la Regione abbia contribuito a realizzate questa mostra- ha detto Ravera- E’ un modo per ricordarlo e tenerlo con noi ancora un po’. Il mio ricordo risale ai tardi anni 50: mia madre era pazzamente innamorata di Foa’. Ascoltava i suoi vinile in cui recitava poesie. Lo amava e ne parlava spesso. Mio padre si vantava di somigliargli. Quei vecchi vinili sono colonna sonora della mia infanzia e lo conservo nel mio personale museo”. Anche Bergamo, di Foa’ ha ricordato la voce: “Sono legato a Foa’ per ricordi dell’infanzia. Ero spettatore fervente de ‘La Freccia Nera’. Il tema musicale lo ascolto ancora. Mi fa molto piacere- ha concluso- che sia in luogo di questa qualita’ ad ospitare questo racconto di un uomo che ha regalato cosi tanta fantasia. Spero che questa mostra porti gioia a chi decidera’ di visitarla”.