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Scafato (ISS): nuove dipendenze tra i giovani

Roma – “I ragazzi devono essere informati su quelle che possono essere le loro scelte o almeno quelle che loro presumono essere le loro scelte. Molto spesso scelgono senza conoscere. Non conoscono i meccanismi che possono far degenerare un comportamento normale o normalizzato verso quello che puo’ essere una dipendenza”. È questa una delle maggiori preoccupazioni di Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol del CNESPS. Forme di dipendenze tutte nuove “che noi non avevamo in Italia fino a qualche anno fa”, ha spiegato Scafato. “Le Istituzioni sono in parte responsabili” di questi fenomeni “ma sono in genere gli adulti che dovrebbero porgere, bene o male, ai nostri giovani, tutti quegli elementi di giudizio che servono per sviluppare le abilita’ nel contrastare il rischio”. La razionalita’ subentra a 25 anni, sottolinea ancora Scafato. Necessario quindi che fino a quell’eta’ “l’attivita’ di tutoraggio e prevenzione debba responsabilmente partire dalle agenzie educative – scuola e famiglia – ma anche dalle Istituzioni che dovrebbero sottrarre i giovani a tutte quelle dipendenze che, invece, oggi, sembrano essere normalizzate e che coinvolgono milioni di ragazzi”.