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Dalla Gian Maria Volontè al Cinema, a Diregiovani Simone Liberati

simone liberatiROMA – Dalla Gian Maria Volontè al cinema. È la storia di Simone Liberati, sul grande schermo in questi giorni con Cuori Puri. Una pellicola di Roberto De Paolis, presentata anche a Cannes nella sezione Quinzaine des réalisateurs. Un’emozione senza precedenti per Simone che, a Diregiovani, ha raccontato la sua esperienza: prima da studente di recitazione e ora da emergente nel mondo del grande cinema.

Simone Liberati: “Alla Gian Maria Volontè si respirava il cinema a pieni polmoni”

Simone, classe 1988, ha frequentato la scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volontè di Roma, interamente finanziata dalla Regione Lazio. La sua avventura inizia nel biennio 2011-2013. Un’avventura nel vero senso della parola dato che quello è stato il primo biennio di apertura della scuola. “Eravamo circa 70-80 ragazzi – racconta di allora Simone – a provare quell’esperienza nuova e inedita”. Eppure per Liberati la Volontè non era l’unica opzione. L’iscrizione fu il risultato di una scelta, poi rivelatasi vincente: “Ero stato preso allo Stabile di Genova ma rifiutai. Fu una scommessa”.

La Gian Maria Volontè risultava essere più “specializzata sul cinema, sulla regia” ed è stata capace di offrire “insegnamenti a tutto tondo”. Per questo, continua l’attore, “è stata un’esperienza meravigliosa e intensa. Mi ha fagocitato tra lezioni e laboratori ma è sempre stato un impegno che non si sentiva”. Il motivo? L’ambiente familiare che per Simone è diventata “una casa, un punto di riferimento” e poi perché – difficile negarlo – “si respirava il cinema a pieni polmoni”. Ancora oggi, confessa Liberati, “mi manca (la scuola) e spesso vado a trovare e rivedere le persone che la compongono”.

Simone Liberati e il primo ruolo da protagonista al cinema: interpreta Stefano in Cuori Puri

E la scuola d’arte cinematografica è stata un bagaglio importante per preparare il primo vero ruolo cinematografico di Simone Liberati. “In Cuori Puri, racconta l’attore, interpreto Stefano. Un ragazzo sui 25 anni cresciuto a Tor Sapienza (Roma). Di quel quartiere incarna le tribolazioni, le ferite e soprattutto i conflitti”.

In una prima fase di preparazione del personaggio c’è stato un lungo lavoro di acting coach, ci racconta Liberati. Uno studio profondo della sceneggiatura e del personaggio fatto sotto l’ala protettiva di Tatiana Lepore, insegnante di recitazione della Gian Maria Volontè.

Poi, più che altro, è stato “un percorso di ricerca” per inquadrare un personaggio “simile per certi aspetti a me, distante per altri. Insieme al regista De Paolis – aggiunge Simone – siamo stati a Tor Sapienza, abbiamo parlato con i ragazzi del quartiere. Uno di loro è anche diventato mio amico e a lui alla fine mi sono ispirato per interpretare Stefano”.

E con Cuori Puri è come se quel quartiere di Roma avesse avuto modo di approdare a Cannes. “È stato bello poter portare le persone di Tor Sapienza a Cannes”, dice Simone. Essere presente a una manifestazione di quel calibro “è stato emozionante”, ammette l’attore che ha fatto il pieno di applausi durante la kermesse. “C’erano tanti spettatori lontani dal quartiere Tor Sapienza, in loro c’era tanta curiosità per il film ma alla fine è stato ben accolto, racconta Liberati, è stato soddisfacente”.

Simone Liberati in Cuori Puri: l’augurio e i complimenti della Regione Lazio

E a Simone, oltre ai complimenti del pubblico, sono arrivati quelli di Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio: “A Simone che ha frequentato la nostra scuola nel biennio 2011-2013 vanno le congratulazioni  ed un grande in bocca al lupo per il successo del film, – si legge in un comunicato –  augurio che estendiamo al regista e a tutti coloro che vi hanno lavorato, con un particolare riguardo a Greta Scicchitano, anche lei allieva nel biennio 2013-2015 della scuola Volontè che ha collaborato alla sceneggiatura. Simone e Greta sono due giovani della nostra Regione, che, grazie al percorso formativo della Scuola, si stanno facendo strada nel settore dell’arte e dell’industria cinematografica; assieme a loro tanti ragazzi e ragazze, che frequentano o hanno frequentato corsi- ora divenuti triennali- e che stanno emergendo grazie al loro talento, alle loro capacità, ed alla professionalità e alla tenacia dei docenti e di tutti coloro che animano e operano all’interno della Scuola. Una scuola pubblica e gratuita coordinata al meglio da Daniele Vicari, al quale va il nostro ringraziamento”.

Simone Liberati, alla Gian Maria Volontè “una recitazione senza sovrastrutture”

In definitiva, a Simone Liberati lo studio è servito perché alla Gian Maria Volontè ha avuto modo di apprendere un modo di recitare privo “di dogmi, sovrastrutture”. Insomma, degli insegnamenti da poter “trasgredire e personalizzare” con l’esperienza pratica che adesso sta vivendo.