la scuola per ricominciare

‘Solidarietà inMensa’ le scuole di Roma per Amatrice

fdfgRoma – Pasta all’amatriciana, salsiccia di Amatrice con patate. E poi pane e frutta. E’ un menu’ solidale a base di prodotti tipici della tradizione reatina e ascolana, quello che sara’ servito nelle mense scolastiche di Roma, il prossimo 24 novembre. ‘Solidarieta’ inMensa’, questo il nome dell’iniziativa, permettera’ di devolvere parte del ricavato, 0,2 centesimi per ogni pasto, al “sostentamento della refezione scolastica della cittadina distrutta dal terremoto”.

La raccolta fondi e’ stata presentata oggi a Roma, in Campidoglio, alla presenza della sindaca Virginia Raggi, dell’assessora alla scuola Laura Baldassarre, di un rappresentante del Comune di Amatrice, il consigliere Federico Capriotti. Si tratta, per Raggi, di una “iniziativa simpatica, perche’ coinvolge le scuole. La cosa interessante e’ che durante il 24 novembre le scuole romane avranno un menu’ tipico di Amatrice”. Parte del ricavato sara’ quindi donato, un modo per “coinvolgere ragazzi e bambini che sono stati preparati dagli insegnanti a questa iniziativa”. Per la sindaca della Capitale e’ importante “ricostruire uno spirito di comunita’, capire che siamo tutti fratelli. Quando qualcuno e’ in difficolta’, in questo caso gli abitanti di amatrice, i nostri bambini, piu’ fortunati, possono aiutare i coetanei anche con un piccolo gesto”.

Tutte le scuole di Roma Capitale, 800 plessi, saranno interessate al progetto per un totale di circa 144mila pasti serviti che, decurtati di un 10% per quello che e’ considerato un normale calo fisiologico giornaliero, dovrebbero arrivare a 130mila per un importo di circa 26mila euro. Si tratta di “un percorso che dobbiamo cominciare a fare per insegnare ai nostri bambini a rispettare gli altri e ad attivarsi per aiutare coetanei e altre persone”. E’ importante, ha detto ancora Raggi, “continuare a sostenere queste popolazioni perche’ l’emergenza non finisce nel momento in cui si spengono riflettori. La ricostruzione non e’ ancora iniziata, si devono ancora rimuovere le macerie, la loro emergenza continua anche se non se ne parla piu'”. Un gesto di solidarieta’ “non deve avere confini di tempo e neanche di eta’- spiega invece l’assessora Baldassarre- Legarlo esclusivamente ad una emergenza o all’eta’ dei soggetti coinvolti significherebbe spegnere quell’attenzione nei confronti della persona”. Un’iniziativa che conferma che “la solidarieta’ non ha confini di tempo e continua anche a riflettori spenti- conclude l’assessora- Non ha neanche confine d’eta’ perche’ anche i bambini possono fare la loro parte”.