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Viagra: la nuova moda tra i giovani

ROMA – Negli ultimi tempi diversi studi hanno avuto modo di registrare la diffusione della pillola blu fra i giovani, nonostante si tratti di un farmaco consigliato, tassativamente, a pazienti affetti da disfunzione erettile, a persone con problematiche fisiche capaci di indurre ripercussioni negative sulla sessualità o a persone anziane.

Facciamo una brevissima storia del Viagra: è entrato nella nostra vita nel 1998 e il suo consumo è ancora in ascesa, nonostante l’introduzione di nuovi preparati chimici, come il Cialis e il Levitra. L’Italia è addirittura il secondo paese in Europa per consumo, dopo la Gran Bretagna; tuttavia, i dati del consumo italiano sono molto sottostimati, poiché, accanto al mercato ufficiale, c’è quello online e quello illegale, che pare abbia affiancato la vendita della pillola blu a quella delle droghe. Da giugno, inoltre, la Pfizer, la casa farmaceutica che produce il Viagra, perderà il brevetto anche nel nostro paese, trasformando la sua creatura in un farmaco generico dal prezzo molto più popolare.

L’utilizzatore tipo del mercato ufficiale ha tra 50 e 55 anni, mentre quello del web si presume molto più giovane. Enzo, 22 anni, che lo ha provato racconta: “Ho deciso di comprarne una scatola su internet (i siti che le vendono non mancano e non c’è bisogno di ricetta), perché ho conosciuto una ragazza da poco e sono sicuro che non mi farà male. Mi hanno detto che non ha effetti collaterali. Anche se non so bene quale dosaggio prendere”. E c’è chi, come Camillo, 23 anni, lo usa strategicamente e sistematicamente: “Lo prendo le prime due o tre volte in cui esco con una ragazza nuova. Sempre, in maniera sistematica. Dopo che ho rotto il ghiaccio non mi serve più”.

Molti lo tritano e lo sniffano mischiato alla cocaina e all’alcool e spesso questo tipo di miscugli viene spacciato nelle discoteche insieme ad altre pasticche. In questo caso caso, l’uso del Viagra servirebbe a controbilanciare gli effetti negativi delle droghe sulla capacità di eccitamento sessuale, con il rischio, seppur raro, di arresto cardiocircolatorio. Il danno maggiore sembra però essere la dipendenza psicologica, piuttosto che quella fisica. Chiara Simonelli, presidente della Federazione Internazionale Sessuologi, chiama in causa la pornografia, spiegando come abbia disabituato i ragazzi a fare fronte a situazioni d’intimità e collocato la prestazione al primo posto.

Ricordiamo che il sesso è soprattutto intimità e ogni ragazzo dovrebbe avere il diritto di avvicinarsi alla vita sessuale con l’unica preoccupazione di rispettare se stesso e la propria sensibilità. Purtroppo il panorama socio-culturale che fa da sfondo alla vita dei nostri giovani non facilita tale atteggiamento. Il sesso è diventato sempre più performativo; è una prestazione, un lavoro accompagnato dal terrore di fare brutta figura e di tradire lo stereotipo di virilità del modello maschile offerto dal messaggio falsato e illusorio dei media. E così una pillola per la disfunzione erettile si sta trasformando in una pillola per l’ansia da prestazione!