percorsi di legalita

‘Whistleblower: un esempio di cittadinanza attiva e responsabile’

Roma – Liceo artistico statale ‘Giorgio de Chirico di Torre Annunziata nel napoletano, liceo Classico Linguistico e Coreutico ‘R. Settimo’ di Caltanissetta e istituto superiore ‘Negrelli- Forcellini’ di Feltre, in provincia di Belluno.

Sono le tre scuole vincitrici – rispettivamente per la categoria multimediale, fotografia e testuale – del concorso rivolto alle scuole secondarie di secondo grado ‘Whistleblower: un esempio di cittadinanza attiva e responsabile’, promosso dal ministero dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca in collaborazione con l’Autorita’ Nazionale Anticorruzione (Anac).

Gli studenti sono stati premiati stamattina al liceo classico ‘Pilo Albertelli’ di Roma alla presenza della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e del presidente dell’Anac Raffaele Cantone. I lavori, presentati dai ragazzi nel corso della mattinata, sono stati il frutto di un percorso sperimentale di progettazione partecipata che ha coinvolto gli studenti di quattro istituti italiani, che hanno contribuito alla stesura del regolamento del concorso destinato alle scuole di tutto il territorio nazionale, a seguito degli incontri di formazione con la professoressa Nicoletta Parini (Consiglio Anac).

Obiettivo del concorso, sensibilizzare i giovani sui temi della legalita’, della corresponsabilita’ e della figura del whistleblower, cioe’ di colui che segnala alle autorita’ competenti atti illeciti o di corruzione, e trovare il corrispettivo italiano di questo termine anglosassone. “Ringrazio la ministra Fedeli e il presidente Cantone per aver dato la possibilita’ alle scuole di lavorare su questi temi- ha dichiarato in apertura il dirigente scolastico del liceo romano Antonietta Corea-. Solo affrontandoli possiamo costruire una societa’ civile migliore, partendo dalle regole piu’ basilari della quotidianita’ che ci aiutano a vivere meglio, grazie al contributo di voi giovani, che siete il nostro futuro e il nostro presente”.

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Gli studenti sono stati chiamati a realizzare in prima persona elaborati multimediali, testuali e fotografici, per riflettere su cosa significa fare ‘la scelta giusta’ di fronte a piccoli o grandi episodi di illegalita’ o corruzione, che possono riguardarli piu’ o meno da vicino. Gli studenti del ‘de Chirico’ hanno realizzato un video, centrando l’attenzione sul momento in cui ci si ribella e si decide di parlare. I ragazzi di Feltre hanno inventato lo slogan ‘fi-schietti di giustizia’ approfondendo la figura del ‘whistleblower’, mentre gli studenti di Caltanissetta hanno creato un progetto fotografico con una serie di immagini sulla presenza della corruzione in contesti a loro piu’ vicini, come il mondo dello sport, e sul valore del rispetto di regole come il divieto di fumo nei luoghi pubblici o la raccolta differenziata, per garantire il diritto alla salute o ad un ambiente migliore per tutti. Gli studenti dell’Albertelli hanno, invece, proiettato un cortometraggio sul tema della scelta, realizzato a partire dalla storia di un ragazzo della loro eta’ coinvolto in una rapina da un gruppo di suoi coetanei.

“Dato che queste situazioni vengono trattate da un punto di vista esterno, piu’ adulto- ha spiegato Graziano, uno degli studenti-attori coinvolti nel progetto- abbiamo cercato di mostrare qual e’ il punto di vista di un ragazzo, di uno studente che si trova in una situazione del genere. Perche’ spesso si commettono illegalita’ per paura, paura di un ‘capobranco’, per cui alcuni ragazzi hanno difficolta’ a dire di no e la paura li spinge a pensare di essere loro il problema”. Ad aiutare il protagonista del corto a scegliere di denunciare sara’ sua sorella: “Abbiamo inserito questa scena- ha aggiunto Graziano- per far capire che se non c’e’ qualcuno che supporta una scintilla di coraggio e’ difficile per una persona lottare per un sistema ben organizzato. Si puo’ scegliere e combattere, ma se si e’ aiutati da qualcuno”. Nel corso della mattinata l’associazione culturale studentesca ‘Future Is Now’ ha presentato #ScuolaTrasparente, la campagna rivolta agli studenti di ogni ordine e grado e alle loro famiglie, promossa con l’obiettivo di renderli partecipi dei processi amministrativi delle istituzioni scolastiche italiane, fornendo informazioni sul diritto alla consultazione gratuita di documenti per consentire un monitoraggio dei processi amministrativi delle scuole italiane. Al termine della cerimonia di premiazione Fedeli e Cantone hanno siglato una nota congiunta per invitare le istituzioni scolastiche a promuovere o partecipare, nella settimana dall’11 al 15 dicembre, a iniziative dedicate a questi temi in occasione della Giornata Internazionale contro la Corruzione, che si celebrera’ in tutto il mondo il prossimo 9 dicembre. Con la nota Miur e Anac hanno anche indetto la seconda edizione del concorso di idee per le scuole ‘Whistleblower: un esempio di cittadinanza attiva e responsabile’.

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Fedeli: “Ragazzi devono capire cosa significa fare la scelta giusta”

“Andremo avanti a dare valore positivo a chi denuncia, dobbiamo rompere il fatto che chi si assume la responsabilita’ civica di denunciare sia visto come un diverso, come una minoranza. Dobbiamo fare in modo che diventi maggioranza che sia riconosciuta come un punto positivo, e non siano costretti in una vita troppo isolata. Dobbiamo avere la capacita’ di far cambiare il racconto, la percezione che in questo Paese si ha della corruzione”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli. “Quello che abbiamo visto qui e’ importante perche’ rappresenta quello che si sta facendo nell’amministrazione pubblica- ha proseguito Fedeli- Avere una figura responsabile dentro le amministrazioni pubbliche per la trasparenza e la prevenzione di ogni corruzione e’ molto di piu’ di una cultura, e’ una pratica della legalita’ e la legalita’ e’ precondizione di cittadinanza attiva e democratica”. E sui lavori degli studenti vincitori del concorso ha aggiunto: “Mi ha positivamente il fatto che i ragazzi abbiano vissuto in prima persona cosa significa essere capaci di fare la scelta giusta nella difficolta’ di una situazione di contesto, ma anche di rapporti umani, di amicizia. Essere rifiutati da un gruppo e’ una delle situazioni piu’ diffuse nelle scuole in una fascia d’eta’ in cui si ha bisogno di rapporti di solidarieta’ e amicizia. Fare la scelta giusta di fronte alla piccola o grande illegalita’ o alla piccola o grande corruzione significa capovolgere quello che nell’opinione pubblica viene visto come ‘un atto da spioni’. Denunciare qualsiasi tipo di violenza psicologica o fisica- ha concluso- e’ un atto di responsabilita’ e straordinaria civilta’, che non fa subire cio’ che e’ ingiusto o sbagliato”.

Cantone: “Fondamentale far capire ai ragazzi le conseguenze della corruzione”

“La corruzione non e’ un reato che puo’ essere commesso dai ragazzi, che potrebbero sentirlo come un tema lontano. Pero’ e’ fondamentale fargli capire le conseguenze che loro pagano per l’esistenza di questo male endemico del nostro Paese, in tema di fuga di cervelli, di ricerca di occupazione, di difficolta’ di imporre il criterio della meritocrazia, perche’ il merito e’ l’unica speranza per cambiare le cose e siamo noi a dover dare per primi l’esempio, provando a coinvolgerli in tematiche lontane”. Lo ha detto il presidente dell’Autorita’ Nazionale Anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone. “Anche i grandi quando devono denunciare nel loro ambiente hanno gli stessi problemi dei ragazzi- ha aggiunto Cantone- É importante provare a sapere prima di entrare nel mondo dei grandi, che il mondo dei grandi ha problemi maggiori, di cui voi ragazzi provate le conseguenze. Le cose le abbiamo rovinate noi ed e’ nostro principale compito cambiarle, ma abbiamo bisogno dell’entusiasmo e della fantasia che viene da voi,dobbiamo fare la nostra parte senza delegare niente a nessuno e senza pensare che dovete risolvere voi le cose”. E sul concorso ha sottolineato: “Io sono convinto da sempre della necessita’ di provare a coinvolgere i ragazzi, facendoli sentire i protagonisti di un’attivita’, non facendo l’ennesima lezioncina, ma stimolando la loro parte migliore. É importante provare a discutere con i ragazzi e questo concorso per l’individuazione del nome del whistleblower e’ un tentativo di stimolare la loro capacita’ di immedesimarsi nella scelta, nel fare la cosa giusta in un momento in cui puo’ costare. In molti contesti fare la cosa giusta e’ molto difficile. E’ bello che in questo momento tre scuole si vedano a Roma per discutere di questi temi e per dare un premio che serve per dimostrare che noi crediamo nel lavoro che fanno. Abbiamo bisogno del vostro entusiasmo per continuare a crederci. Vogliamo proseguire con questo concorso- ha concluso- perche’ crediamo che bisogna continuare a parlare ai ragazzi di corruzione, che sembra un tema da adulti”.