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XVI edizione dell’Alcohol Prevention Day

Roma – 3,3 milioni di morti ogni anno, 230 patologie alcol-correlate, 17 milioni di anni di vita persi. Questi i numeri dei danni causati dall’alcol presi in esame stamattina nella sede dell’Istituto Superiore di Sanita’ a Roma nel corso della sedicesima edizione dell’Alcohol Prevention Day, organizzato da Iss, Osservatorio Nazionale Alcol, Centro Nazionale Dipendenze e Droghe e Who Collaborating Centre for Research and Health Promotion on Alcohol and Alcohol-related Health Problems.

Sostenuto e finanziato dal ministero della Salute e promosso in stretta collaborazione con la Societa’ Italiana di Alcologia (Sia), l’Associazione Italiana Club Alcologici Territoriali (Aicat) e Eurocare, l’Alchol Prevention Day rappresenta il catalizzatore di un dibattito che si svolge nel corso di aprile, mese dedicato alla prevenzione algologica.

A confrontarsi tra gli altri su dati recenti e linee guida Oms ed europee, oltre al direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Iss, Emanuele Scafato, anche relatori di livello internazionale come Lars Moller, del Regional Office for Europe della World Health Organization, e Jurgen Rehm, del Social and Epidemiological Reasearch (Ser) Department del Canada. Una giornata per fare il punto su una delle prime cause di mortalita’ prematura e di disabilita’ evitabili, oltre che di incidenti stradali spesso fatali, e tra i principali fattori di rischio e di malattie cardiovascolari e cancerogene. Ma anche un momento dedicato alla sensibilizzazione e alla diffusione di materiali di prevenzione. I dati del Report elaborato dall’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Iss, presentato stamattina, rilevano un aumento dei consumi pro-capite coerenti con le tendenze rielaborate sui dati Istat fino al 2015- non tenendo conto, quindi, delle ultime statistiche sul 2016 pubblicate oggi, che comunque rilevano una diminuzione solo nell’ambito del numero dei consumatori giornalieri (dal 29,5% del 2006 al 21,4% del 2016)-.

Un consumo pro-capite che, dopo l’inversione di tendenza registrata fino al 2010, e’ tornato a salire dai 7 litri pro-capite del 2010 ai 7,6 del 2014. stabili a circa 8 milioni i consumatori a rischio, con oltre 1,2 milioni di giovani di cui oltre 700.000 minori. Secondo i dati dell’Osservatorio sono oltre 35 milioni i consumatori con piu’ di 11 anni di almeno una bevanda alcolica, con una prevalenza maggiore tra gli uomini rispetto alle donne ed un’evidente crescita dei consumi al di fuori dai pasti, confermata dai dati Istat 2016 (dal 26,1% al 29,2%). Preso in esame anche il fenomeno del binge drinking, l’assunzione di alcol in tempi brevi, che coinvolge oltre 3.700.000 persone di eta’ superiore a 11 anni, con valori massimi registrati nell’adolescenza tra i 18-24 anni, fascia in cui un ragazzo su cinque e una ragazza su dieci bevono fino all’intossicazione.

Un dato che, considerata l’influenza del consumo di alcol sullo sviluppo razionale e cognitivo fino ai 25 anni, preoccupa, soprattutto per l’eta’ precoce del primo bicchiere. Per questo si attendono i primi risultati della normativa approvata nel febbraio scorso, che vieta vendita e somministrazione di bevande alcoliche al di sotto dei 18 anni. 8.500.000 i consumatori considerati a rischio dall’Iss secondo i limiti delle linee guida condivise attraverso la Joint Action Europea Rarha (Reducing Alcohol Related Harm). Finanziata nell’ambito del Secondo Programma di Azione Comunitaria in materia di Salute la JA RARHA e’ nata per garantire un approccio comune agli Stati membri in linea con la Strategia Europea sull’Alcol e finalizzata alla creazione di una consapevolezza diffusa rispetto al consumo di bevande alcoliche.

“A livello europeo e’ stato costruito un consenso- dichiara a diregiovani.it Scafato- Il consenso riguarda le modalita’ attraverso cui comunicare le linee guida low-risk, ma anche le modalita’ attraverso cui i policy maker possono interagire con quelle che sono le urgenze sollecitate dalla lettura dei dati. Il diritto ad un’informazione valida e oggettiva- prosegue- e’ stata sottolineata da tutti. Per cui magari si propone di inserire in etichetta il numero di calorie per il contributo alla lotta all’obesita’, cosi’ come la gradazione e la quantita’ di alcol che viene consumata attraverso un bicchiere o una bottiglia. E soprattutto fare linee guida che devono essere differenziate in base al target individuato in base alle evidenze scientifiche”. Target che richiedono campagne di comunicazione mirate, come quella pensata da Alessia, Anna Sofia ed Edoardo, tre studenti degli istituti superiori ‘Orazio’, ‘Giulio Cesare’ e ‘Augusto Righi’ di Roma impegnati nei percorsi di alternanza scuola-lavoro attivati dall’Iss sotto la guida del professor Scafato, che stamattina hanno presentato la loro campagna ‘Supera te stesso. Guida verso il futuro’. Campagne mirate considerate necessarie anche dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che, nel messaggio di saluto letto da Scafato, ha ribadito la necessita’ di tenere alta “l’attenzione su questi temi” per superare la “normalizzazione sociale del fenomeno” e per dare l giusta attenzione agli effetti dell’alcol “spesso sottovalutati, soprattutto tra i piu’ giovani”.