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Zingaretti depone corona ad Auschwitz

Roma – Lacrime, dolore, sgomento. Sono un libro aperto i visi dei ragazzi in visita ai lager di Auschwitz e Birkenau per il Viaggio della Memoria 2016 organizzato dalla Regione Lazio. Nel giorno dell’anniversario della morte di Primo Levi, avvenuta l’11 aprile 1987, e dell’entrata nel campo di Shlomo Venezia nel 1944, in 400 tra studenti e professori, guidati dal governatore Nicola Zingaretti, hanno ascoltato gli orrori della Shoah direttamente dalla voce dei sopravvissuti allo sterminio nazista, proprio sui luoghi che furono teatro della tragedia.

Tra le macerie delle vecchie camere a gas e dei forni crematori, seduti sui binari di quella che una volta era la ‘Judenrampe’, i ragazzi si sono raccolti intorno a Sami Modiano e Tatiana Bucci per raccoglierne il testimone e diffondere la memoria a famiglia e amici, una volta tornati a casa.

“Come ogni volta a conclusione del Viaggio abbiamo messo una corona nel campo di Auschwitz 1 con tutti i 400 partecipanti e lo abbiamo fatto in memoria di Primo Levi, di cui oggi ricorre l’anniversario della morte, ma anche pensando a Shlomo Venezia che arrivo’ qui l’11 aprile di tantissimi anni fa. È stata l’occasione per ricordare un uomo che con i suoi libri ha collocato nel futuro la memoria della Shoah e un altro che dopo 40 anni dall’esperienza del lager decise di parlare perche’ rivide delle svastiche sui muri di Roma e capi’ che non poteva permettersi il lusso del silenzio”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, nel corso della visita ai campi di Auschwitz e Birkenau in occasione del Viaggio della Memoria 2016. “Forse aver portato 400 tra professori e studenti ad Auschwitz- ha sottolineato Zingaretti- e’ il modo migliore per essere coerenti e potergli dire: noi non ci siamo girati dall’altra parte, sappiamo che c’e’ chi disegna svastiche sui muri delle capitali europee e sappiano che c’e’ anche chi non si arrendera’ mai e che non si girera’ mai dall’altra parte”.