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Mio figlio frequenta il primo liceo e presenta un rifiuto scolastico…

Mio figlio di 14 anni, frequenta il primo liceo scientifico e presenta un rifiuto scolastico.
Intendo far presente  che ha frequentato la scuola media con una  frequenza assidua e regolare ed ha conseguito buoni risultati, Ha iniziato il percorso in prima liceo con entusiasmo. Il liceo è stato scelto insieme con noi genitori e dopo la valutazione alla fine della terza media. Dopo le prime assenze sporadiche, dovute a malessere generale (mal di testa, mal di stomaco, alterazione) le assenze sono divenute più frequenti e ora dice di aver paura di essere interrogato e ricevere un giudizio negativo da parte dei professori davanti ai suoi compagni di classe. Abbiamo interpellato uno specialista e cercato di sensibilizzare i professori fin dal momento in cui ci siamo accorti delle difficoltà ma ogni volta al rientro a scuola dopo alcuni giorni di assenza il bambino è stato interrogato. Abbiamo anche chiesto di cercare  di dargli la possibilità di fare delle interrogazioni scritte, almeno per permettere un reinserimento. Ma ciò non è stato fatto.
Cosa possiamo fare?
grazie

Roberta, 40 anni


Cara Roberta,
spesso il passaggio dalle scuole medie a quelle superiori risulta essere critico per tanti aspetti: i ragazzi si trovano a fare un cambiamento importante rispetto il gruppo di appartenenza e soprattutto la richiesta di studio diventa più elevata rispetto a prima.
L’impegno scolastico diventa  notevole e molto spesso per loro è difficile riuscire a tenere il ritmo della didattica (programmi più ricchi , maggior numero di verifiche e valutazioni).
Sicuramente il tipo di scuola che avete scelto richiede una costanza dell’attività di studio e questo può generare a volte delle pressioni che vengono gestite con difficoltà.
Probabilmente questa situazione genera notevole stress in tuo figlio con conseguenti manifestazioni somatiche quali mal di testa e problemi gastrointestinali. Tali manifestazioni vanno considerate non come “pretesti per non andare a scuola” ma probabilmente un disagio psicofisico di reazione alla tensione quotidiana vissuta; soprattutto alla luce della carriera scolastica passata di tuo figlio (possiamo definirla brillante).
Tuttavia ci sembra che la tua famiglia si sia tempestivamente attivata per offrire un supporto: avete contattato uno specialista ed avete comunicato ai docenti la situazione.
Il nostro suggerimento è quello di dare il tempo giusto a questo momento di confusione e destabilizzazione (infondo siamo a metà anno scolastico ed è ancora tutto da stabilire). Ci sembra importante che questo ragazzo possa fare le sue esperienze, anche se inizialmente negative, per trovare da solo il suo “baricentro”. La tua preoccupazione è comprensibile e condivisibile ma potrebbe essere letta come un’ulteriore aspettativa rivolta nei suoi confronti.
Visto che siete seguiti da uno specialista puoi lasciarlo lavorare autonomamente nel suo spazio terapeutico ed eventualmente chiedere suggerimenti sulla gestione domestica e scolastica durante gli incontri di feedback.
Speriamo di averti fornito spunti di riflessione utili.
Un caro saluto!