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Un mio amico da tutta la vita � trattato male dai genitori…

Salve,
ho un serio problema e non so cosa fare. Un mio amico da tutta la vita è trattato male dai genitori, come una nullità , se fa qualcosa che ai genitori non piace, dicono che è una perdita di tempo. Fa uno sport in comune con me, il floorball. Proprio stasera dopo che è andato via mi ha mandato dei messaggi, lui che non può’ fare più’ floorball perché ai suoi non piace, non deve farlo perché non porta a nulla nel futuro, gli orari sono scomodi, non gli sta a genio il presidente dell’associazione e tante cavolate. quando ha provato a difendersi, hanno risposto sei solo un ragazzino non sei autosufficiente non puoi decidere. tutto questo è la versione dei fatti che io so da lui, non so esattamente come stiano le cose. Lui ha tirato fuori l’argomento del suicidio e dello scappare via da casa e sono riuscito a calmarlo un pò. Insieme a un altro amico in comune stiamo cercando di dirgli che c’è una soluzione, che bisogna solo cercarla. Dopo aver insistito molto ha detto che aspetta la nostra soluzione e nel mentre lui è morto dentro.
Sono disperato non so cosa fare, per favore aiutatemi se potete .. ,

Caro Marco,
la prima cosa che vogliamo dirti riguarda te: sei un ragazzo molto sensibile, delicato e attento, il tuo amico è molto fortunato ad avere accanto una persona così presente.
Ci piace pensare che ci sia una solidarietà amicale che aiuta i giovani a condividere emozioni di ogni tipo, a sostenersi, a superare insieme le situazioni difficili e a crescere.
Riguardo al tuo amico, capiamo che spesso, durante l’adolescenza, si entri in conflitto con il pensiero genitoriale, e che si entri facilmente in simmetria. Questo accade perché i ragazzi cominciano a allontanarsi dal mondo adulto per iniziare un percorso individuativo, al contrario, i genitori si sentono minati nel proprio ruolo e spaesati nel vedere i propri figli diventare autonomi. Quello che ti è stato riportato è il vissuto del tuo amico, sicuramente autentico e rispettabile, ma siamo convinti che parlando con i genitori sentiresti un’altro racconto della storia, perché visto da un’altra angolatura.
Avere un atteggiamento di contrasto di certo non aiuta, sarebbe importante trovare un punto d’incontro e provare a farsi capire. Ad esempio cambiando il livello, invece di comunicare la propria posizione in un botta e risposta di ragioni diverse su base razionale, si potrebbe parlare di emozioni e sentimenti. Perchè non consigli al tuo amico di provare a dire ai genitori come si sente quando gioca a floorball? Cosa significa per lui stare in un contesto di quel tipo? Quanto lo aiuta a stare bene?
Forse non basterà, ma gli adulti, se presi per mano, sanno ascoltare, basta saperli prendere e usare la giusta chiave di accesso.
Noi capiamo la tua preoccupazione, soprattutto perché si parla di suicidio, ma siamo certi che c’è una via di uscita.
Ti consigliamo di sollecitare il tuo amico a rivolgersi allo sportello d’ascolto della scuola, se presente, dove potrà confrontarsi con un adulto pronto a accoglierlo e a accompagnarlo a trovare un modo per affrontare la situazione.
Che ne pensi?
Un caro saluto!
,Marco, 16 anni,23-09-2014,Relazioni familiari