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Mi sono guardata intorno, e ho capito che non ho contatti con nessun essere umano realmente felice…

Ciao. Sono incasinata. Vi prego, datemi una mano, ho bisogno di qualcuno con cui parlare, di cui però non senta la voce, né scorga il volto, qualcuno che sia realmente vicino a me. Ho paura. Anzi, non ho una vera e propria paura. Non lo so cosa ho, a dir la verità. So che mi sono guardata allo specchio, occhi negli occhi, e mi sono fatta paura. Mi sono spaventata, perché ho visto il vuoto che da un po’ è dentro di me, quello che inizialmente mi spaventava, ma poi è entrato nella mia normalità. La mia vita è semplice. Sono io a non esserlo. Non ho molte persone a cui sia legata fortemente, le ho cacciate tutte, alcune inconsapevolmente, altre coscientemente. Altre mi hanno allontanato per prime. Dopo essermi guardata allo specchio mi sono trovata a chiedermi che senso avesse vivere, respirare, se poi un giorno smetteremo e di noi non rimarrà nulla, se non quelle due o tre persone a piangerci, i nostri errori e le nostre polveri. Me lo sono chiesto davvero. E mi sono detta che la felicità è lo scopo della vita, il raccogliere esperienze belle, ma anche brutte, ed essere felici. Allorché la domanda che mi è sorta spontanea è stata dove fosse la felicità e come si conquistasse. Mi sono guardata intorno, e ho capito che non ho contatti con nessun essere umano realmente felice. Alcuni sono tristi, e altri si illudono. Non so quale delle due opzioni sia meglio, ma non mi importa. Il fatto sta che mi sono resa conto che sono sola. Semplicemente ed inequivocabilmente sola. La mia migliore amica si è rivelata molto diversa alla proiezione che ho avuto per anni di lei, e la cosa assurda è che non mi importa che sia una stronza, che stia male, o che le pare. Non mi importa, perché non mi tocca. E sono arrivata alla conclusione che il modo per non avere più problemi sarebbe quello di non entrare più in contatto con nessun essere umano. Il che, riflettendoci, mi si è rivelato impossibile, dato l’inevitabile legame familiare ed il fatto che non mi sia possibile viaggiare e scomparire dalla faccia della terra. Poi ho pensato che un modo per scomparire c’è, e sarebbe quello di uccidermi. Non che non ci abbia mai pensato. Non ci ho nemmeno mai provato, ma non mi spaventa, né mi preoccupa. Il fatto è che la mia morte ucciderebbe l’unica persona a cui io tenga davvero al mondo, e l’unica che tenga davvero a me, ovvero mia madre. Non voglio questo per lei, perché davvero non se lo merita, non si merita un futuro orribile per colpa di una figlia orribile, no? Non so cosa fare, mi sono ingarbugliata nei miei pensieri e non so come uscirne, sono ficcata nel Labirinto del Minotauro e non ho idea di come trovare il capo del filo di Arianna.
Penso di avere qualche malattia mentale. Schizofrenia, forse. Bipolarità? Anche. E pensare che questa mattina andavo tutta tranquilla per casa pensando a quanto fosse bella la vita. Il fatto è che non so riconoscere una malattia da uno sbalzo d’umore adolescenziale, anche se PER GLI DEI!, che cazzo di salti fa! Non so con chi parlare. A dir la verità non voglio parlare. Ci ha provato mia madre farmi dialogare, ma davvero mi ha fatto venir voglia di uccidermi nonostante avessi deciso di non farlo solo per lei. Non lo so, non mi capisco. Ed è terribile. Non capissi le altre persone, sarebbe molto più semplice. Il fatto è che non capisco quella pazza malata di mente quale sono io, non mi capisco, davvero. Vi prego, aiutatemi, non ne posso più di pensare, più lo faccio più mi incasino, ma non riesco a non farlo. Aiuto.
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Cara Grace,
forse ciò che ti spaventa è il confronto con la complessità della tua anima, alla tua età ci si comincia a confrontare con alcuni aspetti di sé prima sconosciuti che possono fare paura, incutere timore e suscitare angoscia. È vero, la vita è complicata, è difficile comprendere gli altri e per primo capirsi, ci sono momenti in cui sembra tutto andare bene e altri in cui niente sembra avere un senso. Da come scrivi siamo però sicuri che abbia tutte le risorse per uscire da questo momento di buio.
La cosa che più ci colpisce è il tuo senso di solitudine, forse legato alla delusione appena ricevuta dalla tua amica. Dici che non t’interessa, ma forse è solo un meccanismo difensivo, magari ci sei rimasta male veramente. Pensiamo che invece ti farebbe bene parlarne con qualcuno, anche di esterno, prova a spiegare a tua madre come ti senti, siamo certi che capirà e che ti aiuterà a trovare uno spazio dove tirare fuori tutte le tue emozioni. anche se all’inizio sembrano troppo complesse da gestire, ti assicuriamo che è possibile farlo.
Cosa ne pensi?
Noi rimaniamo sempre a tua disposizione qualora avessi ancora voglia di parlare con qualcuno…
Un caro saluto!
,Grace, 14 anni,29-05-2015,Disagio emotivo e/o psicologico,solitudine