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Argomento:

Ho un’ansia terribile al pensiero di non amarlo più o di lasciarlo, cosa devo fare?…

Salve,
ho un disperato bisogno di aiuto per un problema di ansia legato alla relazione che sto vivendo da tre mesi con un ragazzo fantastico.
Ho un’ansia terribile al pensiero di non amarlo più o di lasciarlo, pensiero che mi sembra reale e più mi sembra reale più mi genera ansia.
È iniziato un mese e mezzo fa, quando una sera eravamo a casa mia, dopo aver fatto l’amore, e io, non essendo stato purtroppo soddisfacente come sempre, ho iniziato a chiedermi se lo amassi davvero.
Da lì è stata una situazione sempre più in salita; inizialmente provavo solo una sensazione strana quando stavo con lui, ma i pensieri venivano soltanto dopo, da sola.
Poi sono arrivati dei veri e propri attacchi quando lui è stato tre giorni in campeggio con la famiglia.
Sapevo di non poterlo vedere per tre giorni e ciò mi procurava l’ansia che non vedendolo non potessi più provare le emozioni che provavo con lui e mi rassicuravano sulla falsità dei miei pensieri.
Sono andata da una psicologa che mi ha detto che risento ancora del pensiero del mio ex ragazzo, primo ragazzo serio, che abitava distante da me e con il quale sono stata nove mesi.
C’è da dire che la stessa ansia e gli stessi dubbi mi erano sorti anche con questo ragazzo, quando un giorno dimenticai il suo anello e credetti di averlo perso si scatenò un’ansia assurda con il pensiero "non lo amo più e voglio lasciarlo" che mi portò a lasciarlo dopo una settimana.
Purtroppo lasciarlo non mi diede un senso di liberazione ma mi fece un male assurdo, i pensieri negativo e l’ansia sparirono e io tornai con lui perché capì di amarlo molto.
Ora, a distanza di tre anni, si ripresenta lo stesso problema, con un ragazzo bello e dolce, favoloso, che io ho frequentato per un mese, prima di starci insieme, perché lui era uscito da una storia con una ragazza che dopo tre mesi gli aveva detto di non amarlo.
Lui ora è molto innamorato e attaccato a me perché l’ho fatto uscire da una sorta di depressione e io lo ero moltissimo a lui perché, dopo anni di delusioni (in quei tre anni dal mio ex a lui ho avuto solo piccole delusioni da ragazzi che non mi volevano), finalmente avevo trovato quello perfetto.
Mi sono innamorata di lui subito e lo posso dire con la certezza più assoluta.
Ero davvero felice e sicura con lui, prima di quest’ansia.
Ora ci sono dei giorni, due o tre al massimo, in cui l’ansia si calma, i pensieri che mi generavano l’ansia passano nella mia testa senza che però io dia loro peso e capisco che è assurdo il pensiero di volerlo lasciare.
Tutte le volte mi sveglio con l’ansia già nel petto, ma se riesco a non attribuirla al mio ragazzo i pensieri mi lasciano in pace, se invece all’ansia accompagno il pensiero "non lo amo" è finita, rientro nella situazione più dolorosa del mondo.
Premetto che prima di questo periodo, circa dieci giorni prima, avevo vissuto un periodo di fortissima ansia perché credevo di essere incinta. Lui mi è stato vicino e mi ha promesso che quella situazione ci avrebbe reso più uniti e così era stato fino a quando l’ansia non è ripresentata in una forma diversa.
Ora i pensieri che ho li temo come reali, faccio continuamente prove e domande nella mia testa, analizzo le mie emozioni con lui e provo sempre e solo ansia.
Posso dire con certezza che quando lo vedo sono sinceramente felice e istintivamente con lui mi comporto allo stesso modo di prima.
Non abbiamo problemi a fare l’amore, a baciarci, a coccolarci, anzi io amo quando lo fa.
Ma quando me ne vado, poi, tutte le sensazioni positive che ho provato le rivivo come negative.
Ripenso a lui e mi viene ansia, mi dico di fidarmi delle emozioni provate insieme ma al pensiero di quelle situazioni provo solo ansia.
Allora è vero? Devo lasciarlo? Non lo amo più?
Il solo pensiero mi causa panico, terrore, dispiacere, ansia fortissima.
Aiutatemi, vi prego…,Giada, 18 anni,21-09-2015,Ansie, sogni paure e…,ansia,

Cara Giada,
non deve essere per nulla facile divincolarsi da questa sensazione di smarrimento e allo stesso tempo di soffocamento, a cui ti rilegano i pensieri.
Forse il problema non è la veridicità dei tuoi sentimenti, ma la possibilità di poter vivere una relazione d’amore. Non è sempre facile riuscire ad affidarsi all’altro e perdere il controllo. Spesso le paure si insinuano sottolineando le fragilità piuttosto che le risorse.
I pensieri negativi si rincorrono in automatico ed è possibile che si resti incastrati in questa visione senza vedere null’altro. Quando le paure ci condizionano troppo, è possibile che ci facciano anticipare e alterare la percezione dei nostri vissuti. A volte sembra più facile allontanarsi o distruggere piuttosto che affrontare le fragilità e dargli una nuova forma.
Forse in questo momento non possiamo pensare con la logica del sistema binario: c’è o non c’è il sentimento? Ma bisogna focalizzare l’attenzione su cosa è che ti fa fare sempre un passo indietro.
Non c’è una risposta precisa alla domanda "cosa è giusto fare? stare o andare via?…" c’è solo una certezza, la paura che ti paralizza, che ti mette sempre in difficoltà ogni volta che il rapporto forse sta diventando più stabile. Questa voglia di fuga, o la necessità di mettere in discussione il rapporto affettivo potebbe essere una modalità difensiva.
Come ci scrivi, hai già cercato uno spazio di ascolto e sostegno psicologico, e crediamo possa essere per te una importante risorsa, perché ti dà la possibilità di confrontarti con le paure, ma anche di vedere invece le risorse e gli strumenti che hai già tu a disposizione.
Non è da tutti mettersi in gioco, esporre i propri pensieri. Parti da questo, dalla necessità di dare uno spazio a te stessa.
Una volta che avrai fatto maggiore chiarezza dentro di te sarà più semplice decidere come prcedere nella relazione con il tuo ragazzo.
Se vuoi puoi continuare a scriverci e a farci sapere come procedono le cose.
Un caro saluto!