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Credo di essere bipolare ma non so se può essere collegato con i miei deliri…

Cari esperti
Sono uno studente universitario di 25 anni e dopo un attenta analisi mi rivolgo a voi con l’intenzione, in caso di necessità, di parlarne prima con i miei genitori, poi con uno psicologo in prima persona.
Vorrei iniziare descrivendo una situazione avvenuta poco più di tre anni fa, il periodo ero entrato in contatto con il mondo universitario e ho iniziato a fumare Marijuana. Lentamente, con il passare del tempo è cresciuta in me la convinzione di essere un Buddha (o meglio IL Buddha o il Messia) e come ogni psicosi che si rispetti vedevo tanti dettagli che confermavano questo mio delirio.
Nel periodo in cui si svolgevano delle catechesi in una chiesa, qualcosa mi ha fatto capire in che situazione mi trovavo. Sono entrato in una profonda crisi esistenziale combattendo con questa convinzione per diverso tempo, desiderando la morte e pensando al suicidio per tanto tempo.
Frequentare la chiesa mi ha aiutato parecchio perché ho trovato la forza per andare avanti e non annegare.
Il problema, e solo ora me ne rendo conto, è che non è mai sparito del tutto anche perché l’idea di essere una sorta di eletto superiore agli altri rimaneva un pensiero costante dentro di me.
Alle volte si presentava nuovamente questo pensiero ma io, quando potevo, lo combattevo e lui "svaniva".
Il problema è sorto nuovamente quando sono partito per un pellegrinaggio a Gerusalemme, in questo contesto in realtà non mi sono sentito particolarmente diverso dal solito ma ho cercato più volte di affermare me stesso, fallendo in ogni caso.
Lentamente nasceva dentro di me la convinzione di essere l’anticristo e che il Signore mi aveva scelto ma io avevo pensato solo a me stesso e per questo ora ero sotto il controllo del demonio. Ho confessato al mio sacerdote e a un catechista questi miei turbamenti ed entrambi mi hanno detto di non dargli ascolto.
Sono entrato in un ulteriore combattimento contro me stesso dandomi costantemente colpe e al rientro ho raccontato questa vicenda ai miei genitori.

Ho cercato su internet varie cause che possono aver scatenato tutto questo ma onestamente potrei essere ogni genere di cosa se guardo i sintomi di tutte le malattie psicotiche.
Inizialmente ho pensato di essere Schizofrenico ma ho scartato l’idea perché non mi sembra plausibile e soprattutto mi sembrava più dettata dal pessimismo che mi assale ogni tot giorni.

Una cosa che mi ha fatto riflettere però è questo: Io alterno dei periodi (a prescindere da questo) in cui mi sento molto attivo e capace di fare ogni genere di cosa, altri dove mi sento totalmente depresso e incapace di fare qualsiasi cosa, desidero morire (anche se la Fede mi aiuta ad allontanare questo pensiero) e il mio futuro mi sembra completamente nero (e ripeto, se non fosse per la Fede non riuscirei ad andare avanti). Se faccio qualche conquista nel periodo improvvisamente, senza che io ricordi o capisca quale sia la causa scatenante mi ritrovo nella fase e tutto vacilla, mi sembra inutile alzarmi presto, mi sembra inutile studiare e non mi sento in grado di fare niente.
Ad esempio (anche se rende poco l’idea): stamattina ero "sereno" e ho fatto le mie faccende, ho guardato un programma televisivo con la mia famiglia e improvvisamente è venuta la tristezza, non fortissima ma c’era, senza motivo, quando ho deciso di scrivere questo post mi è leggermente passata e ora non mi sento né l’uno né l’altro ma non so se stanotte sarò felice o depresso.

In sostanza, credo di essere bipolare ma non so se può essere collegato con i miei deliri.
Ci sarebbero tante altre cose ma qui ho messo il fondamentale.
Vi ringrazio per l’attenzione, un saluto.
Ciao,Tullio, 25 anni,21-09-2015,Disagio emotivo e/o psicologico,

Caro Tullio,
leggendo la tua lettera arriva forte la sensazione di malessere che stai vivendo e possiamo solo immaginare quanto sia difficile la gestione di questi profondi conflitti.
Ciò che possiamo dirti è che il cercare una categoria “patologica” nella quale riconoscerti non serve a molto in questo momento e il rischio è quello di sentirti ancora peggio.
Nella mail ci dici che hai avuto già modo di parlare con i tuoi genitori, cosa ne pensano? Che consigli ti hanno dato? Sentire di avere accanto persone di riferimento che ti comprendono e ti stanno vicino è fondamentale.
Ad ogni modo crediamo sia molto importante rivolgerti ad un professionista che possa sostenerti e aiutarti a comprendere meglio cosa succede dentro di te. La psicoterapia è uno spazio protetto nel quale potrai sentirti libero di lasciar fluire emozioni e pensieri e condividerle con una persona esperta capace di accogliere e “guidare”.
Speriamo di esserti stati d’aiuto e se ti va torna a scrivere per farci sapere come vanno le cose.
Un caro saluto!