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Come si può stare vicini ad una persona che è in cura da uno psicologo?…

Buonasera,
Sono sposata da poco più di un anno, mio marito è seguito da qualche mese da una psicologa, è una condicio sine qua non che ho imposto io per poter provare a far funzionare questa storia d’amore. Lui aveva degli scatti di rabbia improvvisi e ingiustificati contro qualsiasi persona o situazione, sembra che viva nel passato al posto di pensare al presente e al futuro (come individuo e come coppia), parla in modo convulso, tanto che ho imparato a non ascoltarlo, come se il mio cervello sentisse il bisogno di isolarsi per proteggersi. Inoltre ha degli sbalzi di umore improvvisi. Tutto questo mi sta portando a sviluppare una notevole preoccupazione, soprattutto per me stessa, non so se sono ancora innamorata o sarebbe meglio cambiare, ricominciare anche da sola, non so che cosa mi farebbe stare meglio. Come si può stare vicini ad una persona che è in cura da uno psicologo?
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Cara Chiara,
la domanda che ci fai non ha una risposta semplice, proveremo a fornirti qualche spunto di riflessione che speriamo ti possa essere d’aiuto. Innanzitutto ci sembra che la condizione che hai posto sia un’ottima scelta, una condizione che non indica il desiderio di fuggire da una situazione difficile, che forse non ti aspettavi, ma che guarda al futuro e che vuole mettere il bene della coppia e dei singoli al primo posto. Non conosciamo la storia di tuo marito, ma ci sembra di capire che i suoi sbalzi d’umore e i momenti di rabbia siano in qualche modo una modalità di difesa che ha imparato a mettere in atto nel passato, magari negli anni precedenti la rabbia è stata la molla che gli ha permesso di sopravvivere o di uscire da una situazione difficile. Talvolta tali meccanismi che sono stati vitali in alcuni momenti tendono a ritornare anche quando la situazione presente non comporta più un pericolo. Inoltre spesso la rabbia è la maschera che nasconde un dolore molto profondo che ancora non si riesce ad elaborare ed esprimere.
Il lavoro di psicoterapia comporta un impegno profondo da parte di chi lo compie ma, come hai notato tu, anche da parte di chi sta accanto alla persona che in questo momento affonta le sue fragilità. Chiara, la tua scelta di proporre il lavoro di psicoterapia e la capacità di tuo marito di accettare la proposta ci sembra indichino il desiderio della coppia di continuare a condividere gioie e anche dolori. Questo fa pensare ad una storia d’amore che ha delle buone basi, che si è promessa di stare insieme e che sta provando le diverse strade possibili. Non possiamo sapere come procederà il rapporto, ma in questo momento ci sembra che stiate lavorando affinchè funzioni, dai un po’ di tempo alla coppia di "stare" in questa situazione, viverla, soffrirla, elaborarla. Intanto puoi provare a ritagliarti anche tu dei momenti individuali, in cui prenderti cura di te stessa, in cui poter stare da sola con i tuoi pensieri o poterti sfogare con un amica o una persona di tua fiducia (potrai pure pensare in futuro di rivolgerti anche tu ad uno psicologo). In alcuni casi gli psicologi aprono la possibilità ai parenti più stretti di partecipare a una o più sedute, potresti valutare con tuo marito se può essere il caso di farlo.
Entrambi siete chiamati a rivedere l’immagine di voi stessi e della coppia, queste dinamiche hanno bisogno di tempo affinchè affiorino e si mostrino completamente. Forse un’immagine può spiegare meglio, da quello che ci scrivi ci sembra infatti  che stiate mettendo i semi in un terreno fertile, ma che ha attraversato delle tempeste, datti e dai tempo per vedere se da questi semi nascerà qualcosa e se questo qualcosa ti piacerà e ti farà stare bene.
Speriamo di esserti stati d’aiuto, se hai altre riflessioni o domande torna pure a scriverci, noi siamo qui.
Un caro saluto!
,Chiara, 32 anni,28-09-2015,Relazioni di coppia