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Quando bisogna preoccuparsi per gli attacchi di panico?…

Attacchi di panico: quando iniziare a preoccuparsi? quando e come prendere precauzioni per evitarli? cosa bisogna fare?

Silvia, 22 anni


Cara Silvia,
non c’è un parametro fisso o un momento esatto in cui una persona deve necessariamente iniziare a preoccuparsi degli attacchi di panico ma piuttosto è importante valutare quanto questi inficino il normale svolgimento delle nostre attività quotidiane.
Le manifestazioni parossistiche come gli attacchi di panico solitamente si caratterizzano di pensieri poco rassicuranti e percezioni psico-somatiche di diversa entità: sudorazione, tachicardia, respiro bloccato, tremori, giramenti di testa, paura di perdere il controllo e di morire, depersonalizzazione e ancora altri in base alla soggettività di ogni uno.
Si differenzia da altri disturbi ansiosi proprio per la sua manifestazione dirompente, di durata limitata nel tempo e solitamente risulta immotivato (non si riesce a prevedere e a comprendere le cause scatenanti). Quando invece è chiaro ed individuato il fattore scatenante allora possiamo far riferimento a quello che chiamiamo fobia (cioè paura di una cosa, un luogo, un essere vivente, una situazione ben precisa).
E’ proprio questa condizione di imprevedibilità dell’attacco di panico che spaventa e che innesca molto spesso meccanismi di ansia preventiva. Questi creano una sorta di circolo vizioso dove la paura di “sentirsi male” fa attivare il malessere stesso. La persona viene condizionata ed inizia a mettere in atto comportamenti di evitamento delle situazioni che potenzialmente “possono far star male” (evitare i luoghi troppo affollati, di prendere l’aereo, di entrare in ascensore ecc ecc).
Quando ci si accorge che la nostra quotidianità viene limitata da  pensieri simili  allora potrebbe essere positivo intervenire facendosi aiutare da uno specialista perché da soli è molto difficile riuscire a fare un lavoro così complesso.
In un percorso terapeutico solitamente vengono indagate le possibili motivazioni e forniti gli strumenti per gestire tali situazioni. Molto spesso dando voce ad un disagio più profondo, accantonato nel nostro inconscio si riesce a liberare il corpo da questo tipo di comunicazione. Infatti, quando la coscienza non ce la fa a sostenere dei carichi molto forti a livello emotivo tiene sommerso questo materiale che successivamente si esprime sotto altre forme di linguaggio; tra queste vi è l’attacco di panico.
Puoi rivolgerti presso i servizi territoriali come il Consultorio di zona o presso uno specialista privato. Il primo servizio è gratuito.
Speriamo di averti fornito informazioni e spunti di riflessione utili; torna a scriverci se ne senti il bisogno.
Un caro saluto!