Oscar all’impegno

Infanzia e diritti: il j’accuse di Hollywood

Si è svolta il 29 febbraio 2016 l’88esima edizione degli Oscar, che ha avuto come uno dei protagonisti: i diritti. Quest’anno è stata dominata dalla controversia a causa degli “OscarSoWhite” che denunciano la mancata candidatura di attori afro-americani per il secondo anno consecutivo, di cui ha parlato Chris Rock nel monologo di apertura e durante lo spettacolo. Oltre alla polemica sulle candidature si sono messi al centro di questi Oscar i diritti dell’uomo, del bambino e il rispetto per l’ambiente.
Tom McCarthy ,premiato per la sceneggiatura originale e per il miglior film con “Il caso Spotlight”, racconta con esso la scottante verità sulla pedofilia all’interno della Chiesa cattolica di Boston, dichiarando: <<Dentro e fuori dalla Chiesa Cattolica dobbiamo proteggere i bambini>>. La pachistana Sharmeen Obaid Chinoy condanna con il film “A girl in the river” i delitti d’onore in Pakistan. Altro tema è la salvaguardia dell’ambiente affrontato dal premio Oscar per “Revenant-Redivivo”, Leonardo DiCaprio che “sfrutta” il suo discorso di ringraziamento per parlare dell’importanza di proteggere la natura e di non sottovalutare il cambiamento climatico affermando che: <<Dobbiamo sostenere i leader nel mondo che parlano per tutta l’umanità>> andando cosi in difesa anche delle migliaia di persone non privilegiate e delle minoranze. Affronta il tema dell’ambiente anche la costumista Jenny Beavan premio oscar per “Mad Max: Fury Road” affermando: <<Questo film potrebbe essere profetico, se non smettiamo di inquinare il pianeta>>

“Grazie ad ogni mio fan e al visionario Alejandro”

Al centro dell’interesse dopo questi ultimi Oscar c’è sicuramente Leonardo DiCaprio che ,alle sesta candidatura, riesce ad ottenere il premio oscar come miglior attore protagonista nel film di Alejandro González Inárritu.
Il premio Oscar racconta in una intervista la sua esperienza nel girare il film e della possibilità di parlare di ambiente davanti a tutto il mondo. Leonardo spiega di come il film appartenga ad un cinema più “viscerale” dato che è stato girato solo con luce naturale e in circostanze molto difficili, ringrazia il regista per avergli dato la possibilità di lavorare con lui e rivela che è sempre stato il suo sogno raccontare storie come queste. Nell’intervista torna a parlare dell’importanza della salvaguardia dell’ambiente dicendo che, mentre girava con Alejandro, ha preparato anche un documentario sul cambio climatico che lo ha portato in Groenlandia, Cina e India per parlare con i massimi esperti del pianeta.

Giulia Campanella 2 A
I.C. Pallavicini-plesso Bachlet-Roma