Per non dimenticare

 

(Se questo è un uomo…?)
Vivevano in un campo di concentramento 
tempo fa ad Auschwitz.
Vestivano un pigiama a righe,
 
vivevano di briciole di pane duro,
 ammuffito,
erano contenti se mangiavano qualche buccia di patate!
 
Erano solo un numero tatuato sul braccio,
 
portavano una stella gialla nel petto,
 
facevano un’ultima doccia per farla finita,
 
tempo fa ad Auschwitz;
 
pareva fossero tutti uguali,
 
pareva appartenessero a una razza inferiore,
 
pareva che qualcuno gli “fosse” superiore,
 
pareva piangessero, per finta, in modo litanico, tutti quei mali,
 
pareva che, anche, le loro anime venissero incenerite!
 
Insieme ai loro resti gettati, calpestati, umiliati, derisi…
 
anche da morti non venivano rispettati, venivano di nuovo uccisi!
 
Disumana umanità,
 
lucida follia,
 
eccidio infinito,
 
che milioni di anime dalla Terra
 
ha spazzato via!
 
Crudeltà estrema, insensata
 
culminata nel suicidio.
 

Simona Nicita III A Liceo Classico – Istituto “G. Carducci” – Comiso (RG)