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Assemblea studentesca: la giornalista Eva Giovannini presenta il suo libro “Europa anno zero”

E’ la mattina dell’ assemblea studentesca, tra la sonnolenza e il sollievo di una giornata più leggera, ci ritroviamo nell’aula magna del nostro liceo. Siamo numerosi, in attesa della giornalista di Sky tg24, Eva Giovannini.
Incuriosisce subito la slide sullo sfondo con la copertina del suo libro “Europa anno zero”, istintivamente viene da pensare ad un ritorno alle origini: di un’ Europa disunita, di un progetto poco chiaro che oscilla tra un patto economico o un’unione culturale-ideologica , da queste parole sembra essere finita la concezione che abbiamo noi di Europa!
La giornalista si presenta ed effettivamente con la sua spiegazione, approfondisce il significato di questo emblematico titolo: sembra finito il sogno europeo e sono riemersi in maniera prepotente egoismi e nazionalismi.
Portano avanti queste ideologie nuovi movimenti di una destra identitaria, populista e con tendenze xenofobe, che sono entrati nel parlamento e nel 2015 i risultati elettorali in otto Paesi dell’Unione hanno decretato la loro avanzata.
Per raccontare questo fenomeno nei suoi vari aspetti, Eva Giovannini ha intrapreso un viaggio in sei Paesi europei: nella Francia di Marine Le Pen (ultime elezioni regionali 2015: 27,9%), in Regno Unito con il movimento di Nigel Farage, leader dell’Ukip; in Germania con la marcia dei “nuovi patrioti” di Pegida; in Ungheria con il movimento ultranazionalista Jobbik e quello di Alba Dorata in Grecia (i più preoccupanti secondo la giornalista) e infine in Italia con la Lega nord di Salvini.
Movimenti accomunati da due elementi: il ritorno alla vecchia moneta, ritenuta simbolo identitario di una nazione e la chiusura delle frontiere.
È importante capire il motivo della rinascita di questi estremismi e la giornalista individua, come causa principale, la grave crisi economica, non ancora superata, che ha attraversato il nostro continente.
Questi movimenti sono “imprenditori della paura”, trovano consensi servendosi del diffuso malcontento degli elettori, che temono di perdere lo stato di benessere, di lavoro e hanno paura della fine del proprio patrimonio di valori e, per questo, si chiudono in ideologie passate e forse mai più recuperabili.
È importante capire la diffusione di questo nuovo modo di pensare, dimostrata dai risultati elettorali: il Front National di Marine Le Pen, considerato la “bestia nera” della Francia, partito invotabile, oggi ha raggiunto il 27,9% ed è il primo partito francese; in Italia la lega Nord di Salvini era partita da un 2,8% nel 2013 ed è arrivata al 15% nel 2015; in Ungheria il partito Jobbik che alle elezioni parlamentari del 2006 ha registrato il 2,2% dei consensi, nel 2014 registra il 20,22%.
La prospettiva dell’Europa è preoccupante, noi giovani che siamo cresciuti con la caduta del muro di Berlino e l’affermarsi di un’Europa unita, stiamo assistendo anche alla fine di questo sogno politico.

Bianca Maria Piccolo V C, liceo classico Francesco Vivona Roma