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Alternanza scuola-lavoro: la parola ai ragazzi

ROMA – Negli ultimi mesi, il tema dell’alternanza scuola-lavoro ha suscitato un acceso dibattito da cui sono scaturite opinioni e reazioni differenti. Abbiamo intervistato i diretti interessati, i ragazzi, per vedere cosa pensano di questa novità, già presente negli istituti tecnici e professionali, introdotta quest’anno nel sistema scolastico dei licei. Ecco le risposte di due ragazzi del terzo anno, di opinioni differenti, che frequentano il liceo classico Dante Alighieri e che hanno iniziato da qualche settimana ad affrontare questa esperienza.

Credi che l’alternanza scuola-lavoro possa essere utile anche nei licei?

L.M. “No, poiché, mentre negli istituti tecnici e professionali lo studente è già consapevole di un possibile impiego futuro, il liceo fornisce agli alunni una preparazione più generale che consente ai ragazzi di potersi orientare dovunque essi vogliano. Potrebbe essere utile istituire nei licei esperienze di scuola-lavoro facoltative, in modo tale da fornire, a chi vuole, la possibilità di confrontarsi con la realtà lavorativa in modo graduale. Il fatto di aver reso obbligatorio questo percorso l’ha tramutato, agli occhi degli studenti, in un dovere che va a danneggiare la didattica scolastica. Inoltre, nella maggior parte dei casi, non è stato rispettato il reale interesse dei ragazzi. Ritengo che, mentre nei  5 anni del liceo ci si debba attenere solamente ai programmi scolastici di legge, un possibile tirocinio e/o esperienza lavorativa sia più adeguata al percorso universitario.”

L.P.  “Secondo la mia opinione sì, poiché viene fornita agli studenti la possibilità di ampliare le proprie conoscenze al di fuori delle materie scolastiche.

Pensi  che i progetti  siano adeguati a formare i ragazzi? Il tuo “lavoro”è come ti aspettavi?

L.M. “ No, i progetti proposti sono, infatti, poco inerenti al mondo del lavoro e somigliano, piuttosto, ad attività scolastiche. Personalmente non vi trovo alcun vantaggio, avendo questi progetti poco a che fare col lavoro reale e andando ad interferire con la didattica. Per esempio, il mio “lavoro” consiste nel montaggio di un video, realizzato con riprese delle parti danneggiate dei palazzi di Roma. Non vedo in che modo un progetto del genere possa avviarmi ad un impiego lavorativo.”

L.P. “Secondo me sì, anche se la formazione che viene fornita resta sul piano generale. Mi aspettavo un corso di economia, ciò è stato realizzato quasi a pieno: fino ad ora abbiamo svolto un corso prettamente teorico ma siamo ancora agli inizi. A breve, infatti, svolgeremo un’interessante visita alla Camera di Commercio e, nel mese successivo, delle attività con la Banca d’Italia.

Credi di dover essere pagato per queste attività?

L.M. “Ritengo che essere pagato per il montaggio di un video come il fatto stesso di realizzarlo sia una cosa priva di logica, poiché ben lontano dal mondo del lavoro.”

L.P. “Secondo me no, poiché è un’attività organizzata dalla scuola e, pertanto, utile per poter acquisire nuove abilità. Tuttavia reputo che debba essere resa facoltativa e che i ragazzi debbano avere la possibilità di scegliere il campo da approfondire per approcciarsi con più piacere al mondo lavorativo.

Pensi che le ore di alternanza scuola-lavoro siano troppe? Ostacolano il tuo studio o le tue attività extrascolastiche?

L.M. “Assolutamente sì, avendo saltato giorni di scuola, mi trovo in difficoltà con il recupero delle lezioni . Inoltre,durante questa settimana, sarò impegnato diverse ore nell’arco del pomeriggio; ciò mi toglierà tempo allo studio di argomenti che non ho potuto nemmeno seguire e allo sport che pratico a livello agonistico.”

L.P. “No, ma secondo me dovrebbero essere gestite in maniera diversa: infatti, sono obbligatorie 200 ore distribuite nell’arco degli ultimi 3 anni e quest’anno il progetto non è stato avviato in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico. Fino ad ora non ho avuto grandi problemi con le attività extrascolastiche; anche se ho dovuto saltare un paio di volte il laboratorio musicale.

Se potessi,modificheresti qualcosa del progetto alternanza scuola-lavoro? Cosa ?

L.M. “Se fosse possibile abolirei totalmente il progetto. Se dovessi fare dei cambiamenti ,invece, come prima cosa revocherei l’obbligo di dover “lavorare” un determinato numero di ore e cercherei progetti che realmente possano inserirci nel contesto lavorativo.”

L.P. “ Avendo sentito anche le parole della preside, credo che l’organizzazione di questo progetto sia piuttosto complessa. Nonostante ciò, ritengo opportuno un maggiore coinvolgimento da parte dei ragazzi che spesso non sono interessati a ciò che gli è stato assegnato . Per fare ciò cercherei, per esempio, di stabilire più contatti con aziende o introdurre diverse tipologie di corsi”

di Francesca Chiodini – Liceo Dante Alighieri di Roma