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Alternanza scuola-lavoro, Rete studenti: impegno da istituti, meno da imprese

Roma – Alternanza scuola-lavoro a diverse velocita’: soddisfazione degli studenti medio-bassa, forte impegno da parte del personale scolastico nel supportare il progetto, ma ancora forti lacune dal mondo del lavoro.

Sono alcune indicazioni che emergono dallo studio della Rete degli studenti medi, presentato oggi alla Camera dei deputati, dopo un anno di alternanza scuola-lavoro.

Per l’indagine sono stati somministrati oltre 4.000 questionari a studenti del IV superiore di tutta Italia, degli istituti professionali (17,6%), dei tecnici (26,7%) e dei licei (55,7%).

Secondo lo studio, la risposta delle scuole e’ nettamente migliore rispetto rispetto a quella delle aziende: quasi 1 studente su 2 dichiara di essere stato adeguatamente seguito dal tutor aziendale. Stessa cosa non puo’ dirsi per quello aziendale, che riscontra la soddisfazione di appena 1 alunno su 4.

Il mondo del lavoro, infatti, avrebbe difficolta’ a formare, non tanto gli studenti in alternanza, quanto i propri lavoratori. A questo proposito emerge che solo il 25% degli studenti e’ stato seguito da un dipendente con delega specifica, mentre il 33% si sarebbe ritrovato come tutor, un dipendente dell’azienda con altre mansioni. Non solo, ammonta a oltre il 15%, la percentuale degli studenti abbandonati completamente a se stessi.

Quasi 1 ragazzo su 2 invece, ritiene che il proprio percorso non sia stato tarato sui propri interessi e capacita’. Un dato ritenuto “preoccupante” dagli autori della ricerca, e’ quello relativo agli orari dell’alternanza. Anche in questo caso, uno studente su due (il 74% proveniente dai licei) dichiara di svolgerla al di fuori dell’orario scolastico, dovendo quindi rinunciare a parte del proprio tempo libero. Gli studenti che praticano ‘asl’ all’interno dell’orario scolastico sono appena il 16%.

Infine, il dato che emerge e’ che a vivere nella ‘giusta maniera’ il percorso di alternanza e’ il 53,8% degli studenti interpellati a fronte di un 30% che si dichiara completamente scontento e un 27,6% che, valuta piu’ positivamente l’esperienza pur considerandola di passaggio. Questi ultimi infatti, eviterebbero di cercare lavoro laddove hanno svolto alternanza.

“Quello che erge dal nostro sondaggio- ha dichiarato Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli studenti medi- e’ che l’alternanza scuola-lavoro e’ ancora lontana da essere una vera esperienza didattica formativa alternativa. Da un lato abbiamo le scuole che si basano esclusivamente sulla buona volonta’ dei professori per assicurare la presenza dei tutor scolastici – competente tuttavia solo per il 50% dei casi – dall’altra, il mondo del lavoro che fatica a vedere nel progetto una risorsa per l’impresa e per il Paese. Serve un’inversione di rotta. Servono politiche di investimento e formazione che mettano le nostre scuole nelle condizioni di costruire percorsi di qualita’”.