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Bonus ai migliori insegnanti: ma in base a quali criteri?

 

Soldi in più ai docenti meglio qualificati, è questa la logica alla base dell’assegnazione del bonus offerto dal governo. C’è chi pensa che questo piccolo tesoro vada assegnato agli insegnanti più anziani e c’è chi invece pensa che andrebbe consegnato agli insegnanti più innovativi e “tecno”. I criteri di selezione saranno istituiti dal dirigente scolastico e da una commissione in cui ogni scuola deciderà i criteri per decidere i principi di buon insegnamento.
Nel complesso i soldi assegnati ad ogni istituto saranno intorno ai ventitremila euro. C’è chi presenta un’antitesi al riguardo come la Cgil che afferma: “Siamo raccogliendo le firme per un referendum, fra i quattro punti, uno è proprio sui premi ai docenti. Gli incentivi vanno distribuiti a tavola con la Rsu, non certo a discrezione dei dirigenti scolastici”. Un buon insegnante, almeno a nostro parere, deve saper farsi rispettare mantenendo comunque un dialogo con gli alunni. Un dialogo che può spaziare dall’ambito scolastico ai problemi che affliggono i ragazzi e che determinano anche il loro rendimento scolastico. Un altro criterio sul quale secondo noi le scuole si dovrebbero basare per l’assegnazione del bonus è la qualità della spiegazione, la capacità di far appassionare o almeno far apprezzare agli scolari la materia o l’argomento trattato. Un esempio di bravo insegnante è la nostra prof di italiano. Concludiamo dunque con l’approvazione della consegna di questo bonus e pretendiamo però che i criteri di selezione siano giusti, veritieri e soprattutto pensati a vantaggio non solo dell’istruzione ma anche degli alunni stessi.

Giulia Poli & Alessia Arispici 2E
Classe 2E – Scuola Secondaria di primo grado “Puccini” di Firenze