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Il bonus per i docenti? Un vero caos…

 

Credo che non dimenticherò mai con quali occhi e con quale sguardo mia nonna mi raccontava della sua professoressa. Parlava con quegli occhi socchiusi, quasi piangenti, e quella voce rauca, anche se rauca non l’aveva mai avuta. Eppure non era successo tanto tempo fa, all’incirca solo una cinquantina d’anni prima.
Mi diceva sempre che era sbagliata, che veniva penalizzata per un suo difetto fisico, che poi difetto non era: la scrittura mancina. Credo che questo sia stato uno dei più grandi errori del sistema scolastico italiano, ma fortunatamente è passato. Ma come giudicare un prof che a quei tempi ti bacchettava se scrivevi con la sinistra? Era giusto o sbagliato per loro?
Sono dubbi che ci perseguitano tuttora, ma non abbiamo mai avuto veramente bisogno di saperlo, o almeno finché non hanno deciso di assegnare ben duecento milioni di euro (pari a ventitremila euro per istituto, e a partire da 500 per docente) ai prof più meritevoli. Ma più meritevoli in cosa? Nel fare lezioni appassionanti, o nell’usare meglio i computer? Nell’essere più organizzati o nell’essere più simpatici?
Da Nord a Sud l’organizzazione è variegata. Ci sono scuole che danno i voti, aiutati da precisissime griglie, e chi alla fine dell’anno avrà ottenuto il massimo punteggio otterrà il bonus.
Ma la scadenza è ormai quasi alle porte (il 31 agosto i dirigenti scolastici dovranno consegnare al Miur la lista dei premiati) e non tutte le scuole sono pronte. C’è chi ha cercato di riunire la commissione nei giorni successivi alla fine della scuola, chi ancora non ha mai pensato al bonus fino all’avviso della quasi-scadenza, e chi invece è già pronto, e non vede l’ora di consegnare la fatidica lista al governo.
Speriamo davvero che questa Buona Scuola porti Buoni Risultati.

Beatrice Nicastro
Classe 2B – Scuola Secondaria di primo grado “Pieraccini” di Firenze