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Campo del vasaio

Varcate i confini del tempo e di quel campo
e iniziate a viaggiare…,
proprio lì,
nei meandri della vostra coscienza.
Cercate di auscultare le urla ormai silenti,
i lamenti di chi non ha avuto la chance di vivere,
di chi non ha potuto avere voce!
E le parole piene di tanta fatua speranza,
quale fontana di acqua che sgorga incessante.
In quel posto, dove ormai tutto tace,
a miriadi di esseri umani è stata cancellata la vita
e con essa i sogni,
le emozioni,
gli amori!
Ciò che brucia dentro
è segno di un passato da non scordare:
da ricordare è, soprattutto,
che è proprio la coscienza di uomini come voi
il luogo in cui questo campo di sangue ha preso forma,
ha preso un nome che non ha prezzo:
il “Campo del vasaio,
campo di sangue!”.

Beatrice La Terra – III B liceo scientifico – Istituto “G. Carducci” – Comiso (Rg)