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“Casa è dove sta il Cuore”

Sotto l’ali dormono i nidi
Come gli occhi sotto le ciglia…
                                               Giovanni Pascoli

Per il poeta Giovanni Pascoli, la casa, che lui simbolicamente chiama con il nome di “nido”, ci fa pensare ai piccoli di uccello, stretti tra di loro per riscaldarsi in attesa del ritorno della madre; rappresenta per lui un luogo protetto, ricco di affetti. Un luogo da proteggere, ma che nello stesso tempo protegge dalle sofferenze del mondo esterno. Sin dall’epoca antica, l’uomo ha avuto bisogno di un posto in cui proteggersi dall’ambiente circostante, dagli animali selvaggi, da quegli eventi atmosferici spesso devastanti; anche se si trattava di “nidi” non accoglienti come lo sono oggi i nostri, ma di semplici caverne. Ho sempre pensato che una casa non è semplicemente quel complesso di mura, sostegni, finestre, porte o mobili, ma si trovi dove si riuniscono intorno a te le persone care, gli affetti, è dove ti porta il cuore; se varcata la porta di casa propria ad aspettarti c’è la persona che per te è già casa, allora tiri un sospiro di sollievo, e lì pronuncerai la famosa espressione: “Casa Dolce Casa!” Le parole di Papa Francesco ci fanno capire maggiormente l’importanza di una casa, ma anche di quello che vi è all’interno: La “casa” è un luogo decisivo nella vita, dove la vita cresce e si può realizzare, perché è un luogo in cui ogni persona impara a ricevere amore e a donare amore. Questa è la “casa”. Eppure è così triste pensare a chi è meno fortunato e non può permettersi un rifugio tutto suo, lontano dalle paure, dalle delusione che la vita spesso ci dà. Quei poveri senza tetto, costretti a dormire sui solchi delle strade, in vicoli bui, piuttosto che stare davanti al camino abbracciati alla propria madre, al proprio figlio, alla propria moglie o marito. E’ ingiusto, chiunque ha il diritto di avere una propria casa, chiunque ha diritto di ricevere affetto, di essere felice. Magari loro non si saranno impegnati abbastanza nel provare a raggiungere i propri obbiettivi o sogni, ma credo che non sempre sia del tutta colpa loro, più volte è il sistema in cui viviamo che non ci lascia altra scelta. Auguro a chi purtroppo non ha la fortuna di avercela una casa, di poterla trovare o costruire un giorno; o perlomeno spero siano in compagnia delle persone che amano. A chi invece la possiede già, come me, consiglio di esserne felici e grati. Perché avere una casa e delle persone che ti starebbero accanto sempre, nel bene o nel male, è uno dei più grandi doni della vita.

Ficara Miriana, classe VB
Liceo Scientifico Canicattini Bagni