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Come insegnare Dante? A Ravenna due appuntamenti di rilievo nazionale; protagonisti i giovani e i nuovi mezzi di comunicazione

ROMA – Due importanti eventi realizzati in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune collocano Ravenna al centro della riflessione nazionale su come insegnare Dante: si tratta della quarta edizione del concorso dantesco multimediale nazionale a premi per le scuole superiori realizzato dalla libera associazione di insegnanti Dante in Rete con il Centro Dantesco, in programma domani; e di una giornata di studi su Dante alla presenza di numerose classi liceali provenienti da tutta Italia, prevista per dopodomani, organizzata dall’Associazione degli italianisti italiani (Adi) e dal gruppo di lavoro Dant&noi, con il supporto di Fondazione Flaminia, e patrocinata dal dipartimento di Beni Culturali dell’Università.

I due appuntamenti sono stati presentati questa mattina in municipio nel corso di una conferenza stampa dalle professoresse Sebastiana Nobili, in rappresentanza dell’Adi, e Manuela Mambelli, per Dante in Rete, alla presenza dell’assessora alla Cultura Elsa Signorino e del dirigente delle Politiche e attività culturali del Comune Maurizio Tarantino.

“La popolarità dell’opera e della figura di Dante non conosce confini né di spazio né di tempo – afferma l’assessora alla Cultura Elsa Signorino alla vigilia dei due appuntamenti – Ormai a un passo dai settecento anni dalla morte del Poeta, che ricorreranno nel 2021, si susseguono in un fermento virtuoso, che da ogni progettualità ne fa scaturire altre, nuove iniziative.

Il mondo della scuola, e quello della didattica e della divulgazione in generale, sfruttano i più contemporanei mezzi di comunicazione per centrare il fondamentale obiettivo di una nuova divulgazione, sintetizzando modalità canoniche e nuove opportunità. Nei prossimi giorni ne avremo due mirabili esempi”.

Il web e l’elaborazione delle immagini sono infatti al centro dei due progetti.

Oggi a partire dalle 9 verrà presentata alla città la quarta edizione del concorso dantesco multimediale nazionale a premi per le scuole superiori, realizzato dalla libera associazione di insegnanti Dante in Rete con il Centro Dantesco e con la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e del Comune. L’edizione 2018, dal titolo “Io mi dilettava di guardare”, è dedicata ad Andrea Chaves, giovane e formidabile lettore di Dante tragicamente scomparso, che proprio attraverso questo concorso aveva iniziato la propria carriera di interprete.

Come già negli anni scorsi saranno a Ravenna le classi vincitrici: il liceo classico San Nilo di Rossano Calabro (Cosenza) – classi quarta A e quinta B; il liceo artistico Nervi – Severini di Ravenna – classi terza B e terza G e l’ Itis Meucci di Firenze – interclasse seconda – terza – quarta e quinta.

Giovedì 19 aprile a Ravenna si svolgerà una giornata di studi su Dante alla presenza di numerose classi liceali provenienti da tutta Italia, coinvolte in una nuova sperimentazione che prevede lo studio ampio e approfondito della Commedia. Dopo la presentazione delle ricerche degli studenti, che avrà luogo al mattino a Palazzo dei Congressi, nel pomeriggio, alla sala Muratori della biblioteca Classense si assisterà agli interventi degli specialisti e al dibattito dei docenti coinvolti.

Parallelamente gli studenti potranno essere guidati lungo gli itinerari danteschi della città dagli studenti universitari del dipartimento di Beni Culturali in una virtuale alleanza tra giovani nei diversi momenti dell’istruzione. E alle 16.30 in piazza San Francesco parteciperanno a una lettura corale di versi di Dante guidata da alcuni attori delle Albe. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione degli italianisti italiani (Adi) e dal gruppo di lavoro Dant&noi, è patrocinata dal dipartimento di Beni Culturali dell’Università e ha luogo grazie al finanziamento e al supporto dell’assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna e di Fondazione Flaminia.

Il Gruppo Dant&noi vuole favorire e promuovere, in forte sinergia con i vari enti danteschi italiani ed esteri, progetti di ampio respiro, che garantiscano una continuità di fondo almeno sino all’anniversario dei settecento anni dalla morte del poeta (2021).