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Consiglio di Stato apre le porte a cento ragazzi

Roma – Visita alla sede del Consiglio di Stato per circa cento ragazzi da diverse regioni d’Italia, stamani a Roma per l’iniziativa in occasione del 70esimo anniversario della Repubblica Italiana. L’evento in corso a Palazzo Spada per tutta la mattina, “trova l’occasione nella circostanza che il Consiglio di Stato insieme all’intera giustizia amministrativa, si vuole aprire alle nuove generazioni, vuole far conoscere quello che fa. il giudice amministrativo finora non e’ molto noto, se non per qualche vicenda uscita sulla stampa, ma e’ il fulcro del principio di legalita’ all’interno della pubblica amministrazione- dichiara all’agenzia Dire Mario Torsello, segretario generale del Consiglio di Stato- quindi e’ importante che i giovani sappiano che la pubblica amministrazione non puo’ agire arbitrariamente, ma c’e’ sempre un giudice che puo’ e deve giudicare se si e’ comportata bene”. Si tratta, per gli organizzatori della giornata, della prima volta che le sedi di Palazzo Spada e i TAR vengono aperte alle future generazioni.

Per Leonardo, che porta una reflex al collo e frequenta l’IIS “Rossellini” di Roma, la visita e’ “un modo per far conoscere una parte che non si studia nei libri di storia… l’altra faccia della medaglia rispetto a camorra, mafie e tutte queste cose- commenta- sono qui come reporter, quindi il mio lavoro oggi e’ riportare tutto il possibile. Il significato della festa della Repubblica? E’ una festa che ha ancora senso, l’importante e’ che la gente ci creda”. Simona, che rimane nelle ultime file del gruppo durante la visita guidata, ammette: “non e’ che m’interessi proprio tanto comunque e’ un’ occasione nuova per noi giovani, per vedere il Palazzo e poi mi sa che dovrebbe venire la Giannini per dire qualche cosa”. Tra gli interventi istituzionali in programma in mattinata, oltre a quello di Mario Torsello, sono indicati quello di Alessandro Pajno, presidente del Consiglio di Stato e del ministro dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca Stefania Giannini. Il via agli interventi arriva con i ragazzi che cantano l’inno di Mameli accompagnati dalla fanfara dei Carabinieri, ai giovani presenti e’ stata distribuita anche una copia della Carta costituzionale insieme al libro “Viaggio a fumetti nella Costituzione”.

L’articolo 3 della Costituzione italiana (che sottolinea il compito della Repubblica a “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la liberta’ e l’eguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”, ndr) e’, soprattutto nella seconda parte relativa alla rimozione di tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale, “incarnazione di un chiaro messaggio alla scuola: se c’e’ un’istituzione che puo’ fare in modo che questo articolo diventi realta’, e’ proprio il banco di scuola”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca, Stefania Giannini, durante “La festa della Repubblica a Palazzo Spada: gli studenti incontrano il giudice amministrativo e il loro ministro”. Rispondendo alle parole di una studentessa della periferia della Capitale che chiedeva allo Stato di “non abbandonare gli studenti e gli insegnanti delle zone piu’ difficili”, il ministro ha poi dichiarato: “negli ultimi anni, per quanto riguarda le risorse, facciamo un grandissimo sforzo” e l’impegno e’ anche quello di “metterci un po’ piu’ di cuore” per dare ad Alessandra- questo il nome della ragazza- e a tutti i giovani “le risposte che si aspettano”.