giornalisti-in-erba

E a te, che cosa ti rende felice?

 

Un sorriso amichevole, una granita in una giornata afosa, una bella canzone: la felicità fa parte di tutti noi e della nostra sfera emotiva, e si manifesta anche nelle piccole cose. Eppure, dopo secoli di filosofi e scienziati, ci poniamo ancora la stessa domanda: “Cos’è la felicità?”
Per questo l’università di Harvard ha dato vita al Lee Kum Sheung Center of Health and Happiness, un centro interdisciplinare di psicologi, antropologi, medici e biologi per trovare la risposta alla famosa domanda. L’obbiettivo del centro di ricerca è quello di creare un indice di benessere studiando in modo sistematico e scientifico i diversi aspetti della felicità, come il rapporto fra persone e la salute “superando credenze popolari e portando evidenze sul tema”, come ha affermato la stessa Laura Kubzansky, concirettrice del centro di ricerca.
Esiste già un indice simile, in effetti, che assomiglierebbe al Gross National Happiness Index, utilizzato nel Buthan, paese del Tibet, che misura la Felicità interna lorda. La ricerca, a suo tempo, consigliava quindi di non sfruttare la vita a scopi puramente economici, ma convivendo con tutto quello che ci circonda mantenendo un sano equilibrio, concetto scontato in fondo, ripreso negli stessi studi di Harvard.
Da tempo Harvard, comunque, studia la felicità, avendo avviato in passato anche corsi come il Grant Study: durato oltre 75 anni con circa 268 studenti tra il 1942-1944, il Grant Study fu concepito nel 1938 dallo psichiatra Arlie Bock e sponsorizzato dal magnate dei grandi magazzini W.T.Grant, dal quale deriva appunto il nome dei corsi. Il risultato fu scontato: “Solo chi ama ed è amato, non solo da partner ma da amici e parenti, può essere felice e aspirare ad una vita serena”.
Quindi, cosa ci rende felici? L’argomento è spesso presente in diversi studi proprio per i suoi lati ambigui: la felicità infatti è un concetto spesso soggettivo e difficile da stringere in un indice distaccato e freddo come la scienza richiederebbe, eppure, spesso è condiviso per certi aspetti comuni per ogni soggetto. Possiamo quindi concludere che molto probabilmente la ricerca harvardiana porterà a un esito più che vago, trattandosi di un concetto dalle sfumature filosofiche come la Felicità.

Sofia Dezzi Bardeschi
Classe 1C – Liceo Classico Statale “Galileo” di Firenze