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Dal 99, voto della maturità, al palcoscenico, Roberta Scardola racconta il “suo” Democrito

 

Il Democrito mi ha fatto crescere tanto, molti professori mi hanno sostenuta e incoraggiata nelle mie scelte altri no ma è anche così che si impara!” È così che l’attrice Roberta Scardola tra una prova e l’altra definisce la sua esperienza nella sua ex scuola nella quale ha frequentato per 5 anni gli studi scientifici. “Ho scelto lo scientifico perché mi sentivo più portata per le materie di questo indirizzo, scoprendo poi il contrario nel corso degli anni”. Sul perché avesse scelto proprio il Democrito per i suoi 5 anni di vita liceale Roberta spiega: “era vicino a casa, comodo da raggiungere, in una bella zona come quella di Casalpalocco e le critiche erano tutte positive!”. Quello che ha vissuto da studentessa, racconta, è stato un ambiente pulito, sereno nel quale non ha mai assistito a scene “negative” o visto immagini “sbagliate” per l’età che aveva.
L’ex alunna racconta che, come tanti ragazzi, era amatissima da alcuni professori e sostenuta da loro nel suo lavoro e ostacolata e messa sotto pressione da altri. Questa condizione per Roberta è stata però positiva perché “Le avversità ci fanno crescere, è la vita, non si può piacere a tutti. In generale, Roberta ricorda quindi di un ambiente molto positivo ma ci dice che non vorrebbe tornare agli anni del liceo “a differenza di quanto dicono molti ragazzi”. Il motivo? Non essendo una ragazza da “6” aspirava sempre al massimo, pretendeva voti alti e visto il suo lavoro molto impegnativo a volte era costretta ad assentarsi e questa ansia per “paura” di non raggiungere i suoi obbiettivi ha portato Scardola a vivere quegli  anni con molta serietà e responsabilità. Forse troppa per una ragazza di quell’età. Nonostante ciò ha ottenuto la maturità con un “bel 99/100”. “Lo devo – dice – ai miei professori, in particolare a quelli che non hanno mai creduto in me”. “Un bel boccone amaro per una ragazza che ci ha sempre tenuto a fare bene – sottolinea- ma anche questo aiuta a crescere”. In definitiva, come tutte le esperienze di vita, conclude Roberta, “ci sono persone che porterà sempre con sè, nel cuore. Queste persone non sono state solo insegnanti della materia specifica, ma insegnanti di vita, che hanno saputo interagire con la “vera Roberta” e non solo con l’allieva. Altri, invece, ha preferito dimenticarli perché con lei e di lei non hanno mai capito molto, sia da insegnanti che da persone!”.

Marisa Castelli