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Disoccupazione: la paura ricorrente dei giovani

 

Recentemente un gruppo di ragazzi della facoltà di Scienze della Formazione dell’università di Udine ha intervistato 95 coetanei per capire quali sono le paure più diffuse tra i giovani. La ricerca è stata condotta da Valentina Bernardinis, studentessa magistrale di Comunicazione (che garantisce una visione dell’argomento con occhi da “giovane”) sotto la guida scientifica di Nicola Strizzolo, un docente di sociologia, il quale ha alle spalle anni di ricerche, nazionali e non solo, sui giovani. È interessante il metodo che hanno scelto per lavorare: è chiamato a valanga (o a palla di neve) e consiste nel far intervistare a dei giovani altri giovani. Quarantanove degli intervistati sono ragazze, gli altri ragazzi, e l’età media su cui questi professionisti hanno lavorato è 20 anni, quella minima 15, la massima 25. La maggioranza studia (alcuni all’estero, altri nel proprio paese) e proviene per lo più dal nord-est.
Dalle statistiche è emerso che per gli studenti d’oggi la paura più grande è quella di non trovare un lavoro. Di questo ognuno di noi ne era già più o meno consapevole. Infatti ci basta accendere la televisione per sentire degli innumerevoli cortei e manifestazioni a cui partecipano un sostanzioso numero di persone, le quali, dotate di megafoni, bandiere e striscioni, protestano per una causa il più delle volte inerente al campo del lavoro.
Quattro ragazzi su 10 hanno messo nel loro podio, al primo posto, proprio la ricerca di un lavoro, non solo inteso come una fonte per poter guadagnare e quindi poter metter su una famiglia, vivendo con tutti gli agi necessari, ma anche come un modo per realizzarsi. Il lavoro visto dai giovani di oggi è quindi un lavoro che possa rendere una persona completa, riempiendo quella parte di vuoto nella quale giorno per giorno uno studente vorrebbe mettere un pizzico di felicità che ha coltivato grazie al lavoro che fa. Il sogno ricorrente è di poter quindi trasformare il proprio hobby o la propria passione in un lavoro vero e proprio: se a una persona piace leggere e riesce a trovare il lavoro di scrittrice in una casa di editoria, continuerà per il resto della sua vita a scrivere e leggere, scrivere e leggere, perché ama farlo e la rende felice, come se il proprio lavoro potesse renderla indipendente, sicura di sé stessa e consapevole.
Nel secondo posto del podio troviamo due delle paure maggiori dei giovani: quella dell’insicurezza nelle relazioni con gli altri e quella della così detta società ad alta competizione. Quest’ultima viene infatti descritta, questa volta da un numero molto più ristretto, come una società in cui prevale l’odio e la discriminazione: ad esempio un ragazzo che si dichiara omosessuale teme per questo di essere soggetto di violenze, mentre la più giovane tra tutti, invece, parla di bullismo, un tema trattato e vissuto da molti nelle scuole.

Sofia Ranfagni Picchianti
Classe 1C – Liceo Classico Statale “Galileo” di Firenze