Dove sono finiti tutti?

Ero in cucina a fare merenda, finché una cosa attirò la mia attenzione: dalle scale vidi arrivare una donna vestita con un abito da sera blu cobalto, da cui si intravedevano delle scarpe argentate e un uomo vestito in giacca e cravatta. Erano mio padre e mia madre che erano pronti per uscire.
Mi diedero un bacio in fronte e mi dissero : < Ciao tesoro, non rimarrai per tanto tempo sola, perché tra qualche minuto arriverà la nonna a farti compagnia>. Salii le scale e andai a vedere la TV aspettando la nonna.
Sentii un rumore che non era certo di mio gradimento, era la sveglia; mi svegliai, guardai l’ orologio e vidi che erano già le 8:00 del mattino. Scesi le scale e andai a cercare la nonna, ma di lei non c’era nessuna traccia. Salii di nuovo le scale e mi accorsi che non c’erano neanche i miei genitori.
Lì mi feci una serie di domande, mi domandai che fine avessero fatto i miei genitori e la nonna, perché la nonna non fosse venuta, e perché, se fosse venuta, non mi avesse svegliato. Allora telefonai alla nonna per avere delle risposte alle mie domande, ma mi rispose la segreteria telefonica…
Erano già le tre del pomeriggio e io ero sola in una casa di campagna senza elettricità per via del temporale. Dopo qualche minuto ritornò la corrente e ricevetti una telefonata dalla polizia che mi disse che mia nonna si era rotta il femore cadendo ed ora era all’ospedale; mi disse anche che i miei genitori avevano avuto un incidente stradale e di loro non c’era più traccia. In quel momento mi vestii, presi qualche spicciolo ed uscii. Chiamai un taxi che mi portò fino alla città.
Era sera tardi e dovevo andare a mangiare, lì vidi l’insegna di un ristorante dove i miei genitori cenavano sempre. Appena entrai, vidi dei signori seduti in un tavolo, tutti sporchi e con delle ferite, li riconobbi subito, gli corsi incontro: erano i miei genitori!
Mi raccontarono che nell’incidente gli sportelli dell’auto si erano bloccati e loro erano rimasti chiusi dentro senza potere uscire e anche i cellulari si erano rotti nell’impatto. Avevano dovuto aspettare i soccorsi e dopo avevano deciso di andare in quel ristorante pensando di chiamare casa per tranquillizzarmi. Li abbracciai felice e insieme andammo all’ospedale a trovare la nonna.

Nicoletta Franco
IIA
ICS Giotto-Cipolla
Palermo