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En garde!

 

Quando scesi in campo e vidi
il mio avversario,
lì di fronte a me,
che mi guardava,
con occhi neri come la pece,
lui mi fulminò con il suo sguardo
di pietra
e capii che sarebbe stata dura.
Ma non fu così,
soltanto per qualche minuto.
Poi sofferenza, e ancora sofferenza:
senza pietà lui mi colpiva
e c’era troppa differenza
tra noi.
Il sogno era ormai finito,
ma il cuore ancora acceso
da una fiamma ardente
non mi abbandonò
e alla prossima gara di scherma
lui con me porterò.

 

Lorenzo Fortunati
Classe 1B – Scuola Secondaria di primo grado “Puccini” di Firenze