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Gli amici sono la metà di quanto pensiamo

Nei giorni nostri quasi tutti hanno un profilo su Facebook, persino tra i minori di 13-14 anni, in altre parole l’età minima necessaria per accedervi. I ragazzi hanno fretta di entrare in questo mondo virtuale, oltretutto pieno di truffe, pedofili e quant’altro, convinti di trovarci chissà che cosa. Su Facebook, oltre alle altre cose, ci sono le “amicizie” che, secondo molti, rappresentano una parte reale e non virtuale delle proprie amicizie totali. Insomma, non necessariamente i tuoi amici dei social network sono tutti tuoi cari nella vita: infatti, noi umani non siamo bravi a riconoscere i veri amici, chi ricambia i tuoi sentimenti nei loro confronti, dai falsi amici, cioè il contrario.
Secondo degli studi condotti dall’Università di Tel Aviv e dal Massachusetts Institute of Technology e pubblicata sulla rivista “Plos One”, la metà degli amici che riteniamo di avere non ci considera tali, ossia non ricambia i nostri sentimenti di amicizia verso di loro. Questi esperimenti sociali sono stati svolti su 684 individui, di cui 600 studenti israeliani, americani ed europei. Grazie ad essi si è scoperto che il 95% di queste persone credeva che tutti i propri rapporti fossero reciproci.
Si è scoperto anche che solo il 50% degli intervistati si ritrova nella categoria dell’amicizia bidirezionale, un dato molto importante anche per l’influenza che un amico vero ha su di noi, in vari campi, da quello sportivo a quello scolastico.
Gli amici, soprattutto se buoni, più sono e meglio possono aiutarci a superare depressione e dolore, sono meglio anche della morfina o altro, poiché più se ne ha e più il cervello rilascia endorfine delle sostanze prodotte dal cervello che regolano l’umore, fungono da antidolorifici naturali. In sostanza ci succede di sbagliarci una volta su due quando si parla di veri amici, ma ne vale comunque la pena.

Lara Basegni
Scuola Secondaria di primo grado “Puccini” di Firenze